Camorra, blitz contro i Mallardo: così il boss beffava il tribunale di sorveglianza

intercettazioni
di Gianmaria Roberti

Non è fra le sette contestazioni per cui la Dda di Napoli ha chiesto, per il presunto reggente del clan Mallardo, la misura cautelare in carcere. Ma c’è un capitolo emblematico, nelle indagini a carico di Michele Olimpio, in cella da ieri nell’operazione della Dia di Napoli, sfociata in 25 arresti. Si intitola “La libertà di movimento nei permessi”, come rubricata nell’ordinanza emessa dal gip Carla Sarno del Tribunale di Napoli. Un dato utile a delineare la personalità del ras, ritenuto capo della storica cosca di Giugliano.

Olimpio, infatti, è indagato anche per evasione aggravata dal metodo mafioso. Accusa da sommare altre, sempre aggravate, come estorsione, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio. «Trovandosi in regime di detenzione domiciliare nel comune di Busano (TO), dovendo scontare una condanna a trent’anni di reclusione per omicidio – sostengono gli inquirenti-, durante i periodi in cui veniva autorizzato a recarsi a Giugliano in Campania per cure mediche, in più circostanze usciva senza giustificato motivo dall’abitazione presso la quale era autorizzato a domiciliare». Secondo le indagini, «durante alcune di tali uscite, Olimpio partecipava ad incontri con altri affiliati».

In tale strategia, appunto, un ruolo importante lo avrebbe recitato un medico. Il dentista giuglianese Antonio Ciccarelli, da 48 ore, si trova ai domiciliari. I pm anticamorra gli contestano il favoreggiamento a Olimpio, col quale è indagato in concorso pure per false attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria. Gli investigatori pensano che Olimpio, per tornare in città, usasse la scusa delle cure odontoiatriche. Per avvalorarla, Ciccarelli avrebbe redatto certificati falsi. In Piemonte, Olimpio scontava ai domiciliari – per motivi di salute – una condanna a 30 anni. Nel 1997 uccise Luigi Giglioso. Secondo la Procura di Napoli, in almeno quattro occasioni, nel 2017, avrebbe violato il regime detentivo, utilizzando il pretesto di curarsi. Beffando, così, il Tribunale di sorveglianza di Vercelli. Le date sono quelle del 20 settembre – dalle 11.15 alle 14.02 e dalle 14.21 alle 16.12; il 21 settembre dalle 17.20 alle 17.52; il 15 dicembre dalle 10.13 alle 11.30; il 16 dicembre dalle 8.47 alle 13.06. Giorni e orari annotati con puntiglio dai detective della Dia.

Per comprovarlo, si citano intercettazioni ambientali e filmati. Una conversazione è captata il 21 settembre nell’auto in uso a Francesco Mallardo (finito in carcere), uomo di fiducia e autista di Olimpio. Mallardo si recherebbe nello studio di un avvocato, dove il ras lo raggiungerebbe a bordo di uno scooter. L’incontro verrebbe confermato da immagini estrapolate da un sistema di videosorveglianza. Il 15 dicembre, invece, «Olimpio viene raggiunto – si legge nelle carte – da Pirozzi Angelo (anch’egli in carcere, ndr». I due salirebbero in auto, per andare al centro di Giugliano, «dove Olimpio incontra una persona non identificata». Durante la marcia, in Corso Campano, passano davanti a un bar. «Pirozzi Angelo – scrivono gli investigatori – convinto che il bar sia monitorato, avvisa di tanto Olimpio Michele». La conversazione si svolge «a voce bassissima». «Sono convinto» dice Pirozzi. «E domani passi per di qua – risponde il ras -, e dici “spostiamoci da qua…”». I sussurri, però, vengono catturati lo stesso dalle cimici.

mercoledì, 8 Giugno 2022 - 22:53
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