Csm, ecco le date per le elezioni con il nuovo sistema. Gratteri: «La riforma ha rafforzato le correnti»

Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri

Si va al voto. Con le regole nuove. Quelle che, dal punto di vista di chi le ha volute e sostenute, dovrebbe ridurre (se non azzerare) il peso delle correnti. Quelle che, a dire di alcuni magistrati come Nicola Gratteri, rafforzerebbero invece il gioco delle correnti che si voleva indebolire.

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Il capo dello Stato Sergio Mattarella, che è anche capo del Csm, ha indetto le elezioni per il rinnovo dell’organo di autogoverno delle toghe: urne aperte il 18 e il 19 settembre. Le elezioni dovranno portare alla nomina di 20 componenti togati. 

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Mattarella ha anche invitato il Presidente della Camera dei Deputati a provvedere, d’intesa con il Presidente del Senato della Repubblica, alla convocazione del Parlamento in seduta comune per la elezione dei dieci componenti (laici) di designazione parlamentare dello stesso Consiglio Superiore. 

Resta adesso da capire se effettivamente le correnti saranno ridimensionate oppure no. A parere del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, il nuovo sistema elettorale non cambierà le cose, semmai le peggiorerà. «Io penso che la riforma del Csm abbia rafforzato le correnti, provocando l’effetto opposto rispetto a quello che si era detto di volere. Si creeranno cosi’ due grandi poli di destra e di sinistra. Non sarà risolto, anzi si acuirà, il problema delle correnti», ha detto pochi giorni fa a “Trame.11”, festival dei libri sulle mafie che si è svolto a Lamezia Terme.

lunedì, 27 Giugno 2022 - 23:27
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