Carabiniere ucciso, niente processo militare per il carabiniere che diffuse in chat la foto del fermato bendato


Si svolgerà esclusivamente davanti ai giudici del tribunale ordinario di Roma il processo a carico del carabiniere Silvio Pellegrini, il militare che fece circolare su alcune chat la foto del fermo di Gabriele Natale Hjorth, uno dei due ragazzi americani condannati per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, mentre era bendato e legato su una sedia in caserma. Lo hanno stabilito i giudici della Cassazione accogliendo una istanza sulla competenza giurisdizionale avanzata dal difensore Andrea Falcetta.

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Pellegrini, infatti, era imputato anche davanti ai giudici del tribunale militare della Capitale. La chat in cui lui diffuse la foto era composta solo da carabinieri e agenti di polizia e veniva utilizzata anche per capire quali fossero gli spacciatori di zona.

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Nei confronti di Pellegrini la Procura di piazzale Clodio contesta i reati di di abuso d’ufficio e rivelazione del segreto di indagine.

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«Il mio assistito è un militare di lungo corso – commenta il difensore – con 11 encomi, per cui, da oggi, dopo la pronuncia della Suprema Corte, il processo si potrà allargare a tante vicende collaterali che attengono ad una verità completa».

martedì, 5 Luglio 2022 - 08:42
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