Avvocato si lancia dal sesto piano al Tribunale di Milano: il biglietto di scuse e la sospensione dall’attività

Tribunale di Milano
Il Palazzo di Giustizia di Milano

Si è tolto la vita laddove ha trascorso buona parte della sua vita, lavorativa soprattutto. Si è tolto la vita laddove si era visto respingere. L’avvocato Massimiliano Alessandro Pozzi, 49 anni compiuti lo scorso 12 luglio, si è suicidato lanciandosi dal sesto piano del Tribunale di Milano, lato via Manara. Un volo di una ventina di metri, in uno dei cortili interni davanti agli occhi terrorizzati di alcuni dipendenti. Pozzi aveva un biglietto scritto a mano in cui chiedeva scusa e nel quale lamentava problemi economici. 

L’uomo, che era iscritto all’Albo dal 2005, era sospeso dall’esercizio della professionale: nel 2014 era stato ‘bloccato’ per via del mancato pagamento delle quote associative. Ma lui aveva continuato ad esercitare la professione: per questo motivo era finito sotto procedimento penale. La sua vita viaggiava tra alti e bassi.

Come riportato dall’Ansa, nel biglietto l’avvocato chiedeva scusa per i suoi errori e per avere fatto soffrire una serie di persone. L’uomo aveva figli ed era separato. La procura ha aperto un fascicolo, come da prassi, anche se lo scenario del suicidio è quello più forte. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso Pozzi girare nei corridoi dell’edificio e poi entrare nei bagni della sezione Locazioni del Tribunale civile. Quindi il salto nel vuoto. 

mercoledì, 13 Luglio 2022 - 22:25
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