Cassazione, salve le nomine di Curzio e Cassano: il Consiglio di Stato conferma la legittimità dell’ultima delibera

Pietro Curzio

Il Consiglio di Stato mette un punto al caos originatosi attorno alle nomine dei vertici della Cassazione. Con le sentenze n. 5788 e n. 5789 depositate lo scorso 11 luglio, la Settima Sezione ha confermato le nomine del primo presidente Pietro Curzio e del Presidente Aggiunto Margherita Cassano oggetto di un serrato braccio di ferro che ha visto ben due pronunce, in tempi diversi, del Consiglio di Stato. 

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Ma andiamo con ordine. Le due nomine erano state impugnate dal presidente di sezione della Cassazione Angelo Spiro che inizialmente, si era visto dare ragione anche dal Consiglio di Stato: il 14 gennaio 2022, con le sentenze n. 267 e n. 268, i giudici avevano deliberato gli annullamenti rilevando una insufficienza motivazionale delle delibere del Csm, giudicate inidonee a spiegare la preferenza accordata a due magistrati in possesso di una minore anzianità di servizio, rispetto a quella, più lunga, vantata dal ricorrente.

La decisione del Consiglio di Stato arrivò pochi giorni prima dell’apertura dell’anno giudiziario e spinse il Csm ad accelerare la procedura di ‘rinomina’ per evitare le due massime cariche della magistratura arrivassero delegittimate alla cerimonia di inaugurazione fissata per il 22 gennaio. La competente Quinta Commissione del Csm si riunì immediatamente e il 20 gennaio il plenum riconfermò Curzio e Cassazione. Anche quella delibera è stata impugnata, ma l’altro giorno il Consiglio di Stato ha messo una pietra sulla questione, confermando la bontà della decisione assunta.

mercoledì, 13 Luglio 2022 - 12:14
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