Rifiuti interrati nella stazione Tav ad Afragola, inchiesta flop: imputati prosciolti in udienza preliminare

Tav stazione Afragola (foto Kontrolab)
Apertura della stazione ferroviaria ad alta velocità (TAV) progettata ad Afragola (foto Kontrolab)
di maga

L’inchiesta sulle presunte irregolarità nella costruzione della stazione dell’Alta velocità di Fragola si schianta contro il muro dell’udienza preliminare. Non ci sarà alcun processo per gli 8 imputati. Non ci sarà un dibattimento per verificare gli elementi raccolti dalla procura. E questo perché, nella giornata di ieri, il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli Nord Simone Farina, cui la procura aveva avanzato una richiesta di rinvio a giudizio, ha ritenuto che quell’inchiesta, così come era stata confezionata, non potesse andare da nessuna parte.

Non luogo a procedere per tutti gli imputati «perché il fatto non sussiste» è stata la decisione del magistrato. Una decisione severa per la magistratura inquirente, che aveva lavorato cinque anni al caso. Il proscioglimento ha interessato l’ex sindaco Domenico Tuccillo; Roberto Pagone, capo della sezione investimenti di Rfi Napoli (Rete ferroviaria italiana); Massimiliano Pompori, direttore dei lavori; Ciro Napoli, referente di progetto Rfi; Luigi Evangelista responsabile Italfer Meridione; Donato Inglese, collaudatore statico; Alessandra Iroso, dirigente “ad interim” del settore qualità e viabilità urbana e Salvatore Romanucci, responsabile del servizio Ambiente del Comune di Afragola.

I reati contestati a vario titolo agli imputati erano falsità ideologica continuata in concorso, frode continuata e in concorso nelle pubbliche forniture al mancato collaudo e all’omessa bonifica in concorso. In particolare all’allora sindaco e ai funzionari del Comune veniva contestato l’avere alterato i parametri di legge a proposito di bonifico concedendo in tal modo a Rfi «di spendere una cifra notevolmente inferiore» a quella che sarebbe stata «necessaria per opera una bonifica tenendo conto di parametri di inquinamento molto più bassi nonché di evitarle di provvedere all’effettivo recupero dello stato dei luoghi». 

Nello specifico il pubblico ministero Giovanni Corona aveva sollecitato il processo solo per i 5 dirigenti Rfi, mentre aveva proposto l’archiviazione per l’ex sindaco e i due funzionari del Comune di Afragola. Dall’inchiesta, invece, era già uscito Maurizio Gentile, ex numero di Rfi: a maggio il gip aveva accolto la richiesta di archiviazione: all’indagato era stato contestato l’attentato alla sicurezza dei trasporti. 

L’inchiesta fu avviata qualche giorno dopo l’inaugurazione della stazione Tav di Afragola (Napoli), avvenuta il 6 giugno 2017. La procura ottenne il sequestro del parcheggio che, ovviamente, ebbe una grande eco. La magistratura inquirente ipotizzava uno scenario a tinte fosche: rifiuti interrati nel sottosuolo, collaudi mancanti, pressioni per fare decollare una stazione non a norma. Una tesi messa duramente in discussione dal nutrito collegio difensivo, composto dagli avvocati Adriano Baffi, Luigi Tuccillo, Guido Iaccarino, Tommaso Stefanizzo, Virgilio Marino, Luca Bisori e Umberto Schiavotti.

I legali degli imputati hanno contestato le conclusioni della procura facendo leva su consulenze tecniche e ha fatto la guerra alle intercettazioni, bollandole come inutilizzabili in questo procedimento. Resta adesso da capire quali sono le ragioni che hanno spinto il gup a bocciare la posizione della procura. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nelle prossime settimane. 

sabato, 16 Luglio 2022 - 09:18
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