Calenda va in pressing su Enrico Letta per stringere l’alleanza ma ottenendo il recepimento di alcune condizioni di Azione. Matteo Renzi tenta di convincere Calenda a rinunciare al Pd e a costruire quel ‘terzo polo’ la cui nascita ragionata è stata bruciata dalla caduta improvvisa del Governo. Ed Enrico Letta prova a non scontentare nessuno perché vorrebbe un campo larghissimo ma in realtà sta facendo arrabbiare parecchie persone.
Questo caldo agosto si apre con una giornata intensa sotto il profilo politico. Il Pd deve fare una scelta, perché dalla sua presa di posizione dipendono i destini di partiti con percentuali risicate che scalpitano per essere della partita. Enrico Letta vorrebbe aprire a tutti e infatti il suo discorso durante un incontro coi sindaci ‘dem’ al Nazareno va in questa direzione: «Per vincere tutti non dobbiamo essere escludenti ma inclusivi, l’appello è a includere. Sono pronto a incontrare tutte le anime del centrosinistra, da quelle liberali riformiste a quelle più di sinistra, civiche. Anche Carlo Calenda e Della Vedova». Ma, e qui sta il disappunto di Letta rispetto alle condizioni poste da Azione, «senza veti ed esclusioni». Cosa significa? Significa che Letta non vuole rinunciare a un dialogo, e magari a un’alleanza, con Luigi Di Maio, o con Sinistra Italia, ‘anime’ invece invise a Calenda (e pure a Renzi).
«Da parte mia – avverte – c’è la volontà di trovare un’intesa e voglio fare di tutto per far si’ che l’intesa per l’alleanza si raggiunga». E, allora, ecco che Matteo Renzi, che si vede già con un piede fuori dall’alleanza con il Pd per volere di alcuni pezzi dei ‘dem’, tenta un serrato corteggiamento di Calenda, affinché abbandoni il sogno di unione con il Pd e si tuffi nell’avventura del terzo polo. «La scelta di correre al centro l’abbiamo maturata e fatta. Avere un compagno di avventura come Calenda non può che farci piacere. Sui tempi aspettiamo rispettosamente che sia lui a decidere cosa fare», ha detto il Presidente di Italia Viva Ettore Rosato a Il Messaggero. «Matteo Renzi e Carlo Calenda rischiano di togliersi spazi reciprocamente? Sono due uomini delle istituzioni. Hanno già lavorato insieme e bene. C’è un obiettivo comune: – aggiunge Rosato – dare una prospettiva a tutti quegli elettori delusi dagli estremismi che si sono coniugati spesso con l’incompetenza, a destra e a sinistra».
A storcere il naso per un’alleanza Azione-Pd è +Più Europa, che si muove in tandem con Calenda: «Io sono abbastanza dibattuta. Letta non ci ha filato per tre anni, alla rincorsa dei 5 stelle. Tre giorni fa si è svegliato e Franceschini ci ha telefonato. Letta si deve anche rendere conto che la base del mio partito è completamente contraria», ha detto Emma Bonino, senatrice di +Europa, in diretta a Metropolis, sulla Webtv di Repubblica. «Viene difficile pensare all’agenda Draghi con Fratoianni che ha votato 55 volte no la fiducia a Draghi – ha aggiunto – Non posso pensare ai no tav, ai no-rigassificatori ai no-termovalorizzatori – ha aggiunto Bonino -. Rispetto a Fratoianni e gli altri io ho una posizione diversa su queste cose».
Letta, dunque, deve decidere. E da parte di Calenda non sembrano esserci margini per posizioni morbide. Dopo il discorso di Letta al Nazareno, Calenda ha così replicato: «I patti sono chiarissimi. No Bonelli, Fratoianni che sono contro Draghi negli uninominali, no Di Maio negli uninominali. Già accettarli in coalizione per noi è problematico ma ti siamo venuti incontro. D’altro canto ci impegnamo a non candidare negli uninominali personalità divisive per il centro sinistra. Sui temi: agenda Draghi, non tasse e bonus. Risposte nette su rigassificatori e modifica Rdc. Queste cose le hai sul tavolo da giorni. Legittimo dire ‘non riesco’ ma chiudiamo questa partita».
lunedì, 1 Agosto 2022 - 20:06
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