Politiche, boom di auto-candidature per i 5Stelle: 2mila istanze. Ci sono volti noti e un (ex) magistrato salentino della Dna

mandoi francesco
Il magistrato Francesco Mandoi

Il termine per le auto-candidature alle ‘parlamentarie’ del Movimento Cinque Stelle è scaduto oggi alle 14. Ed è stato boom di domande. «Quasi duemila cittadini hanno scelto di autocandidarsi per correre con il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche: 1.165 per la Camera, 708 per il Senato e 49 per la circoscrizione Esteri», ha annunciato con un post su Facebook il Movimento.

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Al ‘pienone’ di partecipazione hanno fatto da contraltare le prime polemiche. A rendere roventi le chat dei grillini è l’auto-candidatura del consigliere capitolino del M5s e vicepresidente dell’Assemblea capitolina Paolo Ferrara che su Facebook ha annunciato la sua ‘candidatura’: «Voglio farmi portavoce di sempre più persone: in un momento difficile come questo, per me ha un valore enorme poter aiutare la gente portando in Parlamento una voce sincera, che viene dal basso. Metterò a disposizione del Movimento 5 Stelle e di Giuseppe Conte – ha aggiunto – l’esperienza di governo maturata da consigliere comunale in Campidoglio. Sarebbe un onore immenso rappresentare il Paese».

Diversi eletti ed attivisti hanno però contestato la candidatura di Ferrara evidenziando una violazione della regola del doppio mandato, blindata da Beppe Grillo e dallo stesso Conte: «Ferrara ha già svolto un ‘mandato zero’ come consigliere municipale, più altri due come consigliere comunale. Candidarlo significherebbe derogare alla regola del secondo mandato», spiega un ‘portavoce’ off the records.

Molte già le indiscrezioni su chi sarà o non sarà in lizza. Rocco Casalino, responsabile della comunicazione del presidente del Movimento 5Stelle, non sarà della partita, contrariamente a quanto alcuni giornali avevano ipotizzato. Non c’è neanche Alessandro Di Battista, che ha lasciato il Movimento nel febbraio 2021, nell’immediatezza del voto su Rousseau che appoggiava con il 60% la scelta di sostenere il governo Draghi. Del resto già in mattinata Conte aveva spiegato che «Alessandro Di Battista non si è iscritto al M5s e non credo voglia partecipare a queste parlamentarie né rientrare nel Movimento».

Si sfila, in modo polemico, la deputata M5S Enrica Segneri che avrebbe potuto ricandidarsi. «Questa legislatura – ha spiegato – se da un lato ha sicuramente portato qualche soddisfazione in base ad alcuni obiettivi che ci eravamo dati, dall’altra ci ha messo spesso dinanzi a situazioni che mai avremmo pensato di dover affrontare. Non è stato facile per me accettare alcune alleanze al governo, non è stato facile votare la fiducia a Draghi. L’ho fatto sempre in nome di quella lealtà verso il partito, per il senso di responsabilità verso il Paese che tanto si declama nel momento delle scelte scomode e difficili. Tutto questo mi è costato molto, soprattutto in termini di entusiasmo nel portare avanti un progetto politico che vedevo con il passare del tempo, purtroppo sempre più arreso a compromessi al ribasso». «Un entusiasmo che si è definitivamente spento quando mi sono trovata praticamente sola a votare contro l’invio delle armi in Ucraina – ha aggiunto –  Mi aspettavo un comportamento diverso dal Movimento di cui faccio parte, speravo ci fosse comprensione e disponibilità a lasciare libertà di voto da parte di una forza politica che si è sempre dichiarata pacifista e invece no, nessuna comprensione, nessun confronto, nulla».

Ha, invece, inviato la sua candidatura la deputata Stefania Ascari: «Sono rimaste in sospeso tante mie proposte di legge in tema di diritti del lavoro, contrasto allo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, lotta alle mafie, tutela delle donne, riforma del sistema affidi dei minori. Vorrei che queste proposte completassero il loro iter fino all’approvazione definitiva. Ho tutta la volontà di portare a termine il lavoro iniziato con le tante realtà che ho avuto l’opportunità di conoscere in questi anni. Le grandi imprese non si costruiscono mai da soli, ma se uniamo le forze possiamo fare la differenza. Io ci sono. Con il Movimento 5 stelle al fianco dei cittadini e delle cittadine».

C’è spazio anche per ex assessori della giunta Appendino: Alberto Unia assicura che «sono pronto a rimboccarmi le maniche come ho già fatto, da cittadino, da consigliere comunale e da assessore»; Antonio Iaria evidenzia che «è una sfida difficile ma è un nuovo inizio». Confermata la candidatura di Chiara Appendino, che aveva anticipato ieri la sua scelta su Instagram: 1Ho deciso di mettermi a disposizione della comunità del Movimento 5 Stelle e del progetto di Giuseppe Conte, candidandomi alle prossime elezioni politiche. Il Movimento è la mia casa politica e sono orgogliosa di farne parte. E quando sei parte di qualcosa devi avere il coraggio di metterti in gioco, anche nei momenti più difficili. Giustizia sociale, crisi economica e ambientale, diritti e donne, lavoro, giovani e precariato sono i temi principali per i quali continuerò a battermi». 

Si è proposta anche la deputata della Regione Sicilia Ketty Damante. 

Non mancano gli outsider provenienti dal mondo della legge. Si è candidato Francesco Mandoi, ex magistrato che concorrere al Senato nel collegio della Puglia: «Il senso della mia autocandidatura è anche questo: ricordare che c’è in Italia ed in questa regione un problema di legalità, che comprende anche la presenza delle mafie sul territorio, ma riguarda soprattutto la politica e la difesa della legalità e dell’interesse comune contro gli interessi individuali.Ma mi sono candidato anche perché, lasciata la magistratura, posso svolgere a favore del Movimento un lavoro che possa servire a portare a compimento quella che in un post di qualche tempo fa ho definito “l’unica rivoluzione avvenuta in Italia” e che in queste elezioni è costituita dalla integrale realizzazione dei punti del nostro programma, in primis quelli che sono stati posti al governo Draghi e che non hanno avuto alcuna risposta». E, conclude dicendo che «osso promettervi che – comunque vada – resterà il mio impegno sui temi che mi sono a cuore e che, ritengo, siano a cuore dell’intero Movimento: la Giustizia, la difesa della Costituzione e dei cittadini e l’ambiente. Mandoi, originario del Salerno, è stato anche procuratore aggiunto alla Direzione nazionale antimafia. Nel corso della sua carriera ha coordinato numerose inchiesta sulla Sacra Corona Unita. E’ stato anche capo della segreteria del sottosegretario di Stato per la Giustizia Giuseppe Ayala.

Nella Giustizia c’è veramente tanto da fare, sia per rivedere le scellerate scelte fatte dal Ministro Cartabia (in primis la c.d.”improcedibilità”) che per mantenere ed implementare le riforme iniziate con la “spazzacorrotti”, che è uno dei migliori risultati dei governi a cui abbiamo partecipato». E’ un avvocato, invece, Nicola Vetrano che ha presentato la sua auto-candidatura al Senato per la Campania: «Mi piacerebbe poter dire la mia in questo momento strategico della nostra storia, ma, se non fossi alla fine candidato, la urlerò comunque dai tetti, sicuro che allo stato il Movimento 5 Stelle rappresenti la piattaforma più credibile, ed io spero anche nella coalizione con altre forze, per cambiare l Italia. Ed il suo ruolo in Europa e nel Mondo.Ci sono momenti in cui la necessità di governare non nasce dalla semplice lotta per il potere, ma dallo sfacelo pericoloso in cui altri hanno posto la cosa pubblica. Buona fortuna non tanto e non solo a me, ma all Italia». 

lunedì, 8 Agosto 2022 - 21:43
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