Napoli, morta dopo il parto: la verità nell’autopsia, l’esame affidato dal pm a 3 esperti

Vincenza Donzelli

Due mesi di attesa. Il tempo che si fa pesante con il passare delle ore. La verità sulla morte di Vincenza Donzelli, la 43enne deceduta a causa delle complicanze post-parto,  è nelle mani di un pool di esperti nominati dalla procura della Repubblica per eseguire l’autopsia.

L’esame si è svolto pochi giorni fa nel reparto di medicina legale dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Federico II: i consulenti (un medico legale, un ostetrico ginecologo e da un anatomo patologo) dovranno spiegare cosa ha determinato la morte di Vincenza, moglie del produttore cinematografico Andrea Cannavale, e se nel decesso vi siano delle responsabilità mediche. 

Vincenza era stata ricoverata nella clinica privata Ospedale Internazionale il 7 agosto, il giorno seguente avrebbe dovuto partorire in modo naturale seguita da ginecologo di  fiducia. Ma, nonostante alcune manovre per la stimolazione, Vincenza non aveva avuto doglie. Di qui la decisione di intervenire con parto cesareo eseguito l’8 agosto. Vincenza ha così dato alla luce il piccolo Vincenzo, che porta il nome del nonno paterno, Enzo Cannavale, l’attore scomparso nel 2011. Poche ore dopo, però, Vincenza ha iniziato a stare male e, nonostante le cure praticate, le sue condizioni sono peggiorate al punto tale da deciderne il trasferimento al Cardarelli: qui la donna è arrivata in condizioni già critiche, è stata subito messa in Rianimazione ma pochi giorni dopo è deceduta. 

Venerdì 26 agosto la famiglia e gli amici hanno dato l’ultimo saluto a Vincenzo, anima della Galleria Borbonica. Don Carmine Nappo, che ha celebrato messa ha definito Vincenza «una pagina di Vangelo per la sua vita all’insegna di una passione costruttiva e dell’amore, sia in famiglia che nel lavoro».

domenica, 28 Agosto 2022 - 16:24
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