La quarta vita dell’ex magistrato Antonio Ingroia prende le forme della protesta ‘sovrana e popolare’. L’ex pm delle clamorose inchieste antimafia ritenta la strada della politica dopo i fallimentari tentativi dell’ultimo decennio; stavolta è l’uomo immagine e uno dei teorici di “Italia Sovrana e Popolare”, compagine che si presenta alle elezioni del 25 settembre con un programma che fa della «libertà degli italiani» il proprio manifesto. Libertà contro l’imposizione dei vaccini, contro il Green Pass; libertà di dirsi contro il conflitto in Ucraina e le sanzioni alla Russia. Un compendio dei temi caldissimi negli ultimi mesi, portati avanti dal partito che ha debuttato lo scorso luglio a Napoli dinanzi a migliaia di persone che ne condividono proclami e programmi e ha preso le mosse dal canale Youtube “Visione Tv” del giornalista e presidente del Partito Francesco Toscano; quest’ultimo dalla propria tribuna social quotidianamente porta avanti una personalissima rassegna stampa controcorrente. Alla lista aderisce anche il comunista ed ex ministro Marco Rizzo.
Il programma dell’ex pm
Ingroia ha spiegato le tematiche di “Italia Sovrana e Popolare” in un’intervista apparsa oggi sul Corriere della Sera in cui definisce le rivelazioni dell’intelligence Usa sui finanziamenti a 24 Paesi «una manovra propagandistica e sotterraneamente ricattatoria», «un’interferenza gravissima che rivela la paura di quel 51% di italiani contrari alle sanzioni alla Russia» e ribadisce la sua linea: «Revocheremo immediatamente le sanzioni a Mosca, è il primo passo per la pace». Alla domanda sul perché dei tanti no del suo programma politico spiega: «Noi diciamo dei no perché siamo una forza politica antisistema – chiarisce -. Un no forte e chiaro all’agenda Draghi. Ma diciamo anche molti sì. Il primo è il nostro slogan: torniamo alla Costituzione che è stata violata, sfregiata, con il Parlamento ridotto a zerbino del potere esecutivo esercitato da un governo che è espressione di interessi non nazionali. Restituiamo sovranità agli italiani».
E su vaccini e Covid: «Noi difendiamo la libertà degli italiani di decidere – evidenzia -. Tanti immunizzati si sono infettati. Ammesso che i vaccini evitino conseguenze gravi, siamo contro la criminalizzazione di chi non vuole farlo». Ingroia sostiene che l’Italia abbia sbagliato nel sostenere l’Ucraina. «È stato un gravissimo errore – evidenzia -. L’Italia doveva mostrarsi all’altezza della sua tradizione di Paese ambasciatore di pace. Ora vanno revocate le sanzioni alla Russia: Putin ci riconoscerà come interlocutore e Zelensky, una pedina della Nato che vuole la guerra, verrà smascherato».
La carriera in politica
L’ultima competizione elettorale che ha visto protagonista Ingroia risale all’ottobre del 2021, elezioni comunali a Campobello di Mazara (11mila abitanti in provincia di Trapani) perse con un largo distacco dalla lista vittoriosa. Una debacle elettorale in una carriera politica costellata di risultati a una cifra percentuale. Ingroia fino al 2012 è stato sostituto procuratore a Palermo, dove si è occupato soprattutto di processi contro la mafia. Tra i processi che ha seguito, quello per l’omicidio del giornalista Mauro Rostagno, quello contro Bruno Contrada e Marcello Dell’Utri. Nel 2013 la candidatura a premier col movimento Rivoluzione civile, che raccolse pochi consensi elettorali, dunque il trasferimento alla procura di Aosta fino alla decadenza dalla magistratura. Nel 2018 una nuova candidatura nazionale col movimento creato insieme a Giulietto Chiesa, ‘Lista del Popolo per la Costituzione’, che ottiene nemmeno l’1%. Con la giunta regionale di Rosario Crocetta ha rivestito diversi incarichi pubblici, poi la scelta di fare l’avvocato e oggi il ritorno alla politica locale alle elezioni di Campobello.
giovedì, 15 Settembre 2022 - 11:18
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