Il processo sul disastro dell’Hotel Rigopiano, che provocò la morte di 29 persone, si ferma ancora. Gli avvocati del foro di Avezzano (L’Aquila) sono in sciopero: protestano contro la mancanza di persone in Tribunale. E due legali impegnati nel processo fanno parte proprio di quel foro. Così le udienze in programma dal 6 al 28 ottobre non si terranno.
Si dovrà attendere il 9 novembre: i lavori prevedono la discussione della superperizia eseguita dal pool di esperti del Politecnico di Milano. «Siamo amareggiati, arrabbiati e profondamente delusi da un sistema giudiziario che permette tutto ciò. Abbiamo atteso sei lunghi mesi contando i giorni e le ore per arrivare alle udienze calendarizzate, poi ci cade il mondo addosso», hanno scritto i parenti delle vittime al Comitato parenti vittime Rigopiano.
«L’astensione è un diritto, per carità, come lo è lo sciopero per tutti i lavoratori, con la differenza che i comuni mortali hanno dei limiti, dei periodi lavorativi in cui non possono scioperare, perché recherebbero un grande danno agli altri. Ma la legge, evidentemente, non è uguale per tutti», hanno aggiunto.
«Se è vero e giusto che tutti sono innocenti, fino a prova contraria – hanno concluso – non comprendiamo il motivo per cui gli stessi legali difensori non cerchino di evitare questi allungamenti e non abbiano urgenza di dimostrare l’eventuale innocenza dei propri assistiti. Gli ‘angeli di Rigopiano’ meritano giustizia e per ottenerla ci siamo affidati a chi la amministra in nome del popolo italiano, sperando ci sia la forza e la volontà per far iniziare questo processo al più presto».
lunedì, 17 Ottobre 2022 - 13:58
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