Nel 2022 uccise 104 donne, la gran parte in famiglia. E Nordio vara l’Osservatorio sull’efficacia delle norme

Abusi

Dall’inizio dell’anno fino al 21 novembre, in Italia sono state uccise 104 donne, quasi 10 omicidi al mese. I dati sono diffusi alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le donne, in calendario oggi, dal report “Il pregiudizio e la violenza contro le donne”, elaborato dalla Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Nei primi nove mesi dell’anno si registra una diminuzione degli omicidi di donne rispetto allo stesso periodo del 2021 (sono stati 82 anziché 90). Di queste 82, in 71 sono state ammazzate in ambito familiare e affettivo (-8% rispetto al periodo precedente): in relazione a queste 71, 42 (quasi 2 su 3) hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner (-19%). Confrontando l’intero anno 2021 con il 2020, in cui si assiste ad un aumento del 6% degli omicidi in generale, si rileva un numero invariato di vittime di sesso femminile, con l’incremento dell’1% delle donne uccise in ambito familiare e affettivo.

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Quella della violenza di genere resta un’emergenza, e il guardasigilli Carlo Nordio annuncia un’iniziativa. «Perché si ripetono ancora così tanti femminicidi, nonostante gli sforzi per contrastarli? – si chiede il ministro della giustizia in una nota -. La Violenza di genere è una piaga e una vergogna per ciascuno di noi. È mio dovere interrogarmi sull’efficacia delle norme esistenti e sulla loro concreta applicazione. Un contributo arriverà dall’Osservatorio permanente, creato al Ministero con un obiettivo soprattutto: contribuire alla prevenzione dei reati, come chiede la Convenzione di Istanbul. Sarà uno strumento prezioso, per far emergere criticità, buone prassi e modelli organizzativi diffusi negli Uffici giudiziari».

L’Osservatorio permanente sull’efficacia delle norme in tema di Violenza di genere e domestica, istituito in via Arenula, sarà presieduto da Maria Rosaria Covelli, capo dell’Ispettorato Generale del Ministero. Tra i componenti, per il Ministero della Giustizia, il Capo di Gabinetto, il Capo dell’Ufficio Legislativo; i Capi e vice Capi dei Dipartimenti del Ministero; e poi rappresentanti della Corte di Cassazione e della Procura Generale presso la Corte di Cassazione, e ancora altri magistrati, avvocati, docenti universitari e altre figure professionali, che da prospettive diverse approfondiscono il tema.

E nuove misure di contrasto le anticipa pure il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Ad esempio, la portata dell’ammonimento del questore. Il report della Polizia ha tracciato un bilancio della legge sul Codice rosso, entrata in vigore nel 2019, introducendo una corsia prioritaria per la trattazione di reati contro le donne. Il più alto numero di violazioni, nel triennio, si registra sui provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa: dall’agosto del 2019 al 30 settembre di quest’anno sono stati commessi 6.499 delitti di questo tipo (le vittime sono donne nell’82% dei casi). Segue il revenge porn, (3.496 delitti, il 72% ai danni di donne). Per quanto riguarda il primo reato, quest’anno c’è un aumento del 12% rispetto al 2021 (1.824 contro 1.631). L’incidenza della violazione vede in testa la Sicilia con 17,4 reati ogni 100mila abitanti, seguita dalla Valle d’Aosta con 17,2.

Per il revenge porn il 2022 vede un calo del 20%: 871 reati contro 1.090. L’incidenza per 100mila abitanti assegna la maglia nera al Molise (7,5), seguito da Sicilia (7,2) e Sardegna (7). Femmine il 72% delle vittime. Nello stesso periodo considerato sono state 4.416 le violenze sessuali (+9% rispetto al 2021); donne il 92% delle vittime. Altra fattispecie introdotta dalla legge sul Codice rosso è la costrizione o induzione al matrimonio. Da allora sono 48 gli episodi rilevati. Netto il calo quest’anno, con 9 casi contro i 10 del 2021. L’87% delle vittime sono donne, il 65% straniere.

venerdì, 25 Novembre 2022 - 10:44
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