Stangata mutuo, rialzo dei tassi variabili. Codacons: «Spesa per la casa di oltre 2mila euro in più all’anno rispetto al 2021»

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Comprare casa, per chi non dispone della liquidità sufficiente per saldare l’intero importo necessario, diventa sempre più oneroso. I tassi applicati dalle banche ai nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni continua a salire. E la mazzata arriva sui mutui a tasso variabile, che rischiano di costituire un serio problema per le tasche di milioni di italiane.

L’ultimo rialzo dei tassi c’è stato a novembre. Come si legge nel rapporto mensile Abi il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è il 3,02% (2,75% il mese precedente, 5,72% a fine 2007). «Siamo tornati a livelli di agosto 2014», spiega il vice dg dell’associazione, Gianfranco Torriero indicando che «noi consideriamo solamente il tasso d’interesse e non il Taeg (Tasso annuo effettivo globale ndr), i cui valori sono influenzati dalla dimensione media del finanziamento».

Ma cosa significa in concreto per le tasche degli italiani? I conti li ha fatto il Codacons e fanno paura: «Rispetto al 2021 il mutuo costerà 2.280 euro in più all’anno».

«Negli ultimi giorni l’Euribor, indice di riferimento dei mutui a tasso variabile, si è attestato attorno all’1,6% per quello a 1 mese, 2% quello a 3 mesi: se l’aumento deciso dalla Bce dovesse essere traslato interamente sul mercato, l’Euribor salirebbe a quota 2,1% (quello a 1 mese), 2,5% quello a 3 mesi. Considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125mila e i 150mila euro, ossia l’importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l’acquisto di una casa, la rata mensile salirebbe quindi tra i 30 e i 40 euro. – analizza il Codacons – Se però si considerano tutti gli incrementi imposti dalla Banca Centrale Europea negli ultimi mesi, la rata mensile di un mutuo a tasso variabile salirebbe complessivamente tra i 150 e i 190 euro rispetto a quanto pagato nel 2021, con ripercussioni sulle famiglie comprese tra i +1.800 e +2.280 euro all’anno».

«L’incremento del costo dei finanziamenti si aggiunge così al caro-bollette e all’emergenza prezzi, aggravando ulteriormente i conti degli italiani: ciò apre un altro pericoloso fronte, quello dei ritardi nei pagamenti delle rate da parte delle famiglie in difficoltà, schiacciate dall’emergenza energia, da un’inflazione alle stelle e ora anche da mutui sempre più cari e difficili da pagare», commenta il presidente Carlo Rienzi.

Rende bene l’idea di quanto sia ‘caro’, oggi, il mutuo a tasso variabile scattata da MutuiOnline. A luglio 2022, per un mutuo da 160 mila euro a 20 anni per un immobile di 200 mila euro il miglior tasso annuo nominale (tan) variabile a tassi agevolati era 0,70%, con rata mensile di 715. Oggi il miglior mutuo giovani ha Tan 1,15% e rata 747, pari ad un aumento mensile del 5% e a 7.700 euro in più in 20 anni. La seconda offerta più vantaggiosa a tasso variabile ha un Tan del 2,60% e una rata mensile di 856: senza comparare le offerte si spenderebbe il 20% in più rispetto a luglio. Va sottolineata inoltre una poca differenza con i costi delle offerte a tasso fisso – 870 al mese per gli under 36 – che costa solo il 2% in più rispetto alla seconda miglior offerta a tasso variabile. L’ulteriore aumento deciso oggi dalla Bce, se si trasferisse direttamente sui tassi dei mutui variabili, potrebbe ad un ulteriore aumento del 0,5%, rendendoli di fatto paragonabili ai tassi fissi.

Il mutuo a tasso fisso, invece, è in calo da un mese.

venerdì, 16 Dicembre 2022 - 22:53
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