Laici Csm, fumata bianca: eletti 9 candidati su 10. Fdi perde (per ora) un posto, di nuovo al voto per chiudere il cerchio

di maga

I pronostici sono stati smentiti. Le indiscrezioni, insistenti, che si sono rincorse sino all’altra sera sull’incapacità dei partiti (maggioranza e opposizione) di trovare un accordo per l’elezione dei laici al Csm sono state smentite.

Prima della chiusura di questa lunga giornata, martedì 17 gennaio, Camera e Senato – in seduta comune – hanno eletto 9 dei 10 membri laici del Consiglio superiore della magistratura e, se i 5Stelle non avessero messo i bastoni tra le ruote a Fratelli d’Italia bruciando il candidato di punta di Meloni, si sarebbe arrivati alla chiusura del cerchio. Roberto Romboli, il professore universitario espresso dal Partito democratico, è il più votato (531 votato). I risultati sono arrivati alle 23.05.

Gli eletti, dunque: Enrico Aimi (517 voti), Isabella Bertolini (521), Daniela Bianchini (519), Ernesto Carbone (399), Claudia Eccher (519), Rosanna Natoli (519), Michele Papa (506), Fabio Pinelli (516) e Roberto Romboli (531).
Resta vuota una sola casella. Le Camere dunque dovranno tornare a riunirsi per eleggere l’ultimo componente laico. E la seduta è convocata per martedì 24 gennaio alle 16 (Segui gli aggiornamenti: I partiti accelerano e anticipano la data dell’elezione).

Esaminando la ‘ripartizione’ in base ai partiti, il quadro è il seguente. Fratelli d’Italia ottiene la nomina di tre donne: Isabella Bertolini, Daniela Bianchini, Rosanna Natoli. Natoli, residente a Paternò, è avvocato specializzato nel diritto contrattuale, rapporti di lavoro e appalti ed è stata consulente legale di enti pubblici e privati. Fratelli d’Italia l’aveva candidata alle ultime Politiche alla Camera dei deputati. Il legale ha una lunga esperienza in politica: è stata assessore nelle giunte comunali guidate da Pippo Failla e Nino Naso; è stata nominata dal governatore della Sicilia Renato Schifani componente di parte regionale della Commissione paritetica per le norme di attuazione della Regione. Gli altri due nomi sui quali Fratelli d’Italia scommetterebbe sono Daniela Bianchini, membro del Centro Studi Livatino, e Isabella Bertolini, che ha un travagliato percorso politico alle spalle. Bertolini è stata una fedelissima di Berlusconi, ma ha sbattuto la porta in malo modo dopo 19 anni di militanza. Quindi è passata con Monti e poi nel 2020 con la Lega (è stata tra l’altro, relatrice della Legge Bossi-Fini sull’immigrazione). E, adesso, si ritrova vicino alla causa di Fratelli d’Italia.
Non passa, invece, la nomina dell’avvocato e docente universitario Felice Giuffré, che è stato lanciato in corsa – in modo rocambolesco – dopo che il Movimento 5Stelle ha bruciato il favorito di Fratelli d’Italia, l’avvocato penalista Giuseppe Valentino, ex parlamentare e attuale presidente della Fondazione Alleanza Nazionale. Valentino è stato costretto a fare un passo indietro quando, durante la votazione, è venuta fuori la notizia che è indagato e i grillini, cavalcandola, hanno opposto il rifiuto a votarlo. Quindi per evitare imbarazzi al partito, Valentino si è ritirato e Fdi ha fatto dirottare i voti su Giuffré, ma una parte dei propri parlamentari aveva già votato e così Giuffré non ha beneficiato di tutti i voti disponibili. Giuffré ha mancato l’elezione per una settantina di voti: ha raccolto 295 preferenze.

Per la Lega passano gli avvocati Fabio Pinelli (che poteva contare su uno sponsor d’eccezione, Luciano Violante) e Claudia Eccher. Elezione arrivata per l’avvocato Enrico Aimi, ex parlamentare di lungo corso di Forza Italia, e candidato appunto da Forza Italia.

Soddisfatti anche il Partito democratico che ha espresso Romboli, sul quale è andato il maggior numero dei voti; i 5Stelle che hanno espresso Michele Papa, professore Ordinario di Diritto penale nell’Università di Firenze; Italia Viva-Azione che hanno espresso l’avvocato Ernesto Carbone.

I dieci membri laici si aggiungono ai 20 togati eletti a settembre e vanno così a completare il nuovo Consiglio superiore della magistratura, quello eletto sulla scorta della riforma Cartabia che prometteva di azzerare le correnti e invece le ha compattate e rinforzate. I 20 togati, come noto, sono: Paola D’Ovidio, Maria Luisa Mazzola, Bernardette Nicotra, Edoardo Cilenti, Maria Vittoria Marchianò, Dario Scaletta ed Eligio Paolini per Magistratura Indipendente; Antonello Cosentino, Genantonio Chiarelli, Marcello Basilico, Mariafrancesca Abenavoli, Tullio Morello, Maurizio Carbone per Area; Roberto D’Auria, Antonio Laganà, Michele Forziati, Marco Bisogni per Unicost; Mimma Miele per Magistratura democratica; gli indipendenti Andrea Mirenda e Roberto Fontana.

martedì, 17 Gennaio 2023 - 23:12
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