Allatta neonato ma si addormenta, il bimbo di 3 giorni muore soffocato: inchiesta sull’ospedale, il padre accusa

Un neonato

La gioia del primo figlio venuto al mondo. Le prime ore insieme, pelle contro pelle, pancia contro seno. E poi la stanchezza che prende il sopravvento. Mamma e figlio che si addormentano vicini, troppo. Con la gioia che si trasforma in tragedia.

A Roma c’è una donna di 29 anni distrutta dal dolore e c’è un uomo cui tocca il compito di provare a fare scudo alla sua compagna dallo strazio psicologico che la sta squarciando e dal rumore che questa triste storia ha sollevato.

All’ospedale Pertini di Roma, nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, un neonato di appena tre giorni ha perso la vita perché, pare, soffocato dal corpo della mamma che si era addormentata accanto a lui nel letto senza rendersi conto che lo stava schiacciando. La donna lo stava allattando quando la stanchezza ha preso il sopravvento. La scoperta l’ha fatta un’infermiera che durante la mezzanotte ha fatto un giro del reparto e ha notato il corpicino del bambino sotto la donna. Inutili i tentativi di rianimarlo.

La procura di Roma ha aperto un’inchiesta indagando per omicidio colposo e accedendo i riflettori sull’ospedale, perché qualcuno avrebbe dovuto vigilare. Ad accertare le cause del decesso sarà il professore Luigi Cipolloni, nominato dalla procura. Ma anche i genitori del piccolo incaricheranno un perito di parte. In un’intervista rilasciata a ‘Il Messaggero’, il compagno della 29enne ha puntato l’indice contro l’ospedale, lamentando una mancanza assistenza alla giovane.

«Le si erano rotte le acque alle 4 della notte, ha poi trascorso 17 ore in travaglio prima di partorire. Era sfinita, ma le hanno subito portato il piccolo per l’allattamento e hanno anche preteso che gli cambiasse il pannolino da sola. Ma lei non si reggeva in piedi», è uno dei passaggi dell’intervista. Proprio questo è uno dei punti sui quali la procura dovrà fare chiarezza: i pm dovranno stabilire se corrisponda a verità quanto raccontato fino a questo momento e cioè che la donna avrebbe preso il piccolo in braccio nel tardo pomeriggio e l’infermiera in servizio si sarebbe accorta solo dopo la mezzanotte della tragedia. In sostanza la verifica della magistratura è volta a chiarire se si siano violati i protocolli e se vi siano state nelle negligenze.

La storia di questa giovane coppia, intanto, diventa occasione per ricordare alla neo-mamme o alle future mamme che la pratica del co-sleeping, per quanto meravigliosa, porta con sé un carico di rischio molto forte. «La condivisione del letto è uno dei fattori di rischio per quanto riguarda la morte improvvisa e inaspettata del lattante (da 0 a 12 mesi)», scrive in una nota Unimamma.it.

«L’American Academy of Pediatrics, a questo proposito – spiegano ancora da unimamma.it – raccomanda per il sonno del neonato un ambiente sicuro, al fine di ridurre i pericoli. Nello specifico, attraverso le raccomandazioni del 2022, consiglia: il coricamento in posizione supina, l’uso di una superficie di riposo solida e non inclinata, la condivisione della stanza ma non del letto. È dunque consigliabile, idealmente per i primi sei mesi, che i neonati dormano nella stanza dei genitori, vicino al loro letto, ma su una superficie separata e adeguata all’età e alle dimensioni del piccolo. Bisogna considerare che l’ente americano si è espresso come rispettoso della necessità o della scelta genitoriale di condividere il letto con il bambino, tuttavia, sulla base dei dati disponibili, non raccomanda questa pratica in nessuna circostanza. Come nella situazione verificatasi a Roma, la condivisione del letto può avvenire involontariamente se i genitori si addormentano mentre alimentano il bambino, o in momenti di particolare stanchezza. Soprattutto nei bambini di età inferiore a 4 mesi è, dunque, fondamentale che i genitori siano particolarmente vigili per evitare colpi di sonno. A questo proposito è fondamentale ribadire l’importanza di una rete di supporto attorno a chi accudisce un neonato, dal momento che, in una fase così delicata, la stanchezza può prendere il sopravvento in ogni momento».  

lunedì, 23 Gennaio 2023 - 11:31
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