Inchiesta ‘Mensa dei poveri’: solo 11 condanne su 62 imputati, condannata europarlamentare di Fi Comi

lara come
Lara Comi

L’inchiesta ‘Mensa dei poveri’ ha un finale processuale amaro per l’eurodeputata di Forza Italia Lara Comi. Nel pomeriggio i giudici della sesta sezione penale del tribunale di Milano, presidente Paolo Guidi, hanno condannato l’esponente azzurra a 4 anni e 2 mesi per corruzione, false fatturazioni e truffa ai danni dell’Europarlamento in relazione ad un contratto per un suo collaboratore per il periodo 2016-2017. Per queste contestazioni Comi era finita ai domiciliari nel novembre 2019, poi revocati.

L’inchiesta verteva su presunto giro di tangenti, appalti, nomine e finanziamenti illeciti tra le province di Milano, Varese e Novara con al centro Nino Caianiello che ha patteggiato l’anno scorso 4 anni e 10 mesi.
Comi non era la sola imputata. a processo complessivamente vi erano 62 persone. Le condanne disposte sono state solo 11 mentre 51 sono state le assoluzioni. Condannato l’allora assistente all’europarlamento Daniele Aliverti che rispondeva con Comi di truffa: ha rimediato 1 anno e 4 mesi. I giudici hanno condannato, tra gli altri, l’imprenditore Daniele D’Alfonso a 6 anni e mezzo di carcere; Giuseppe Zingale, ex dg di Afol Metropolitana, a 2 anni e Maria Teresa Bergamaschi, avvocato civilista ligure e amica di Comi, a 6 mesi, entrambi in concorso con l’esponente politica azzurra; l’ex parlamentare di Fi Diego Sozzani a 1 anno e 1 mese; Carmine Gorrasi, ex consigliere comunale di Busto Arsizio (Varese) ed ex segretario provinciale di Forza Italia, a 2 anni; Giuseppe Ferrari a 2 anni e mezzo di reclusione. Per tutti, tranne che per Lara Comi, la pena è sospesa. Inoltre per l’eurodeputata sono state disposte, oltre alla confisca di 28 mila e 700 euro, anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, una delle pene accessorie di rito e che è stata decisa anche per Bergamaschi, Zingale, Sozzani e un’altra persona.

Tra gli assolti ci sono l’ex consigliere comunale ed ex vicecoordinatore lombardo di Fi Pietro Tatarella, in lacrime in aula, il suo allora compagno di partito ma che era in Regione Fabio Altitonante (ora è uscito dal partito ed è sindaco di un comune in Abruzzo), il suo coindagato Luigi Patimo, manager che era stato arrestato per finanziamento illecito e corruzione, il patron della catena dei supermercati Tigros Paolo Orrigoni con la stessa società e Mauro De Cillis, ex responsabile operativo di Amsa. Assolto, in linea con la richiesta della Procura, anche Andrea Cassani, ex sindaco di Gallarate (Varese). Le motivazioni del Tribunale saranno depositate in 90 giorni.
Gli avvocati di Comi hanno annunciato ricorso in Appello. «E’ una sentenza incomprensibile, che lascia perplessi. E’ caduto tutto l’impianto accusatorio tranne le accuse alla mia assistita che non sono riscontrate da alcun elemento», ha dichiarato l’avvocato Gian Piero Biancolella. «Continuerò a difendermi, parlerò a tempo debito, non commento oltre», è stato invece il commento amaro di Lara Comi.

lunedì, 2 Ottobre 2023 - 19:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA