«Gay nei forni crematori», il candidato sindaco del centrodestra si ritira dalle elezioni prima del ballottaggio | Torre A.

Carmine Alfano

Esce di scena in modo inglorioso Carmine Alfano, il candidato sindaco per il centrodestra a Torre Annunziata. Esce di scena a pochi giorni dal ritorno al voto degli oplontini per il ballottaggio. E, come se non bastasse, paga pegno anche da un punto di vista professionale: l’Università degli Studi di Salerno dove Alfano è direttore della specializzazione della Chirurgia estetica lo ha sospeso. Tutta colpa di alcune frasi dai contenuti sessisti e omofobe pronunciate mentre parlava ai giovani medici nella qualità di direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia plastica all’Università di Salerno. «In America vanno di moda i ricch*on*i. Qui esistono gli uomini e le donne, i binari non esistono. Tutti quanti là dentro, nel forno crematorio a Cava di Tirreni e abbiamo risolto il problema» diceva Alfano. Per poi aggiungere: «Quello è ricch*on*, quell’altro è ricch*on*, sono tutti quanti ricch*on* pure in televisione e vogliono tutti quanti posti importanti».

Qualcuno degli studenti lo ha ripreso di nascosto e ha diffuso il video divenuto un boomerang. Prima lo ha scaricato l’Università, poi lo hanno messo all’angolo alcuni dei “suoi”, che non se la sono sentita di metterci la faccia. Alla fine Alfano, che avrebbe remato fino al ballottaggio senza colpo ferire, ha deciso di fare un passo indietro: oggi pomeriggio si è ritirato dalla campagna elettorale (lasciando da solo il suo rivale, il candidato del centrosinistra Corrado Cuccurullo) e ha rinunciato a nuove iniziative personali fino alla scadenza del termine ultimo, previsto per la mezzanotte di domani sera, in vista del voto di domenica e lunedì prossimi. Per spiegare la propria decisione, Alfano ha anche diffuso un lungo comunicato stampa, nel quale si dice consapevole che «battendomi per un vero cambiamento della città di Torre Annunziata avrei incontrato contrasti ed avversioni legati al malaffare, alla dura resistenza di quanti non avrebbero rinunciato ai privilegi e alle negatività latenti. Ma Torre Annunziata è anche la città di tante persone perbene, che vivono in un tessuto sociale difficile ma nel rispetto delle regole e delle norme di comportamento che regolano la vita quotidiana». Alfano, dopo avere spiegato la storia della sua attività professionale e la genesi della candidatura a sindaco, spiega di avere assunto «la decisione di farmi da parte, perché non posso che registrare una continua e persistente attività demolitoria da parte di coloro che, con la complicità o il concorso di personaggi da operetta i quali, continuano a strumentalizzare il voto ed a rendersi supporter finanziari di operazioni squallide e malverse». L’aspirante primo cittadino spiega inoltre che «atteso il mio senso dell’etica e del rispetto che ho per le persone, non mi presto alle strumentalizzazioni in questo periodo di squallido brusio e di grandi mistificazioni».

Si ritira Alfano ma resta in campo la sua coalizione. «Le forze politiche, gli uomini e le donne che in questa competizione hanno proposto un modello trasparente di governo cittadino, alternativo a trent’anni di gestione deleteria e distruttiva che ha portato Torre Annunziata all’onta dello scioglimento amministrativo per infiltrazione camorristica e mafiosa – con esponenti arrestati per concussione e corruzione – continuano con determinazione ed impegno la campagna elettorale, ribadendo i punti e gli obiettivi verso i cittadini», si legge in una nota diffusa dalla coalizione che si è auto-definita “Alleanza Straordinaria”. «Ci rivolgiamo agli elettori – scrivono i partiti e i movimenti della coalizione di centrodestra di Torre Annunziata – il voto che il 23 e 24 giugno esprimeranno nell’urna sarà per dare un governo nuovo e trasparente al territorio per il suo rilancio, territorio che non per farsi nuovamente amministrare da questi ‘soliti noti’ a cui unanimemente vanno imputate le colpe delle condizioni nelle quali ci troviamo». «Non ci hanno scalfiti – prosegue il comunicato – con la macchina del fango, dell’odio e della delazioni, armi predilette che il centrosinistra e il Partito democratico hanno sempre usato come bomba ad orologeria per abbattere uomini e governi nazionali e locali e che hanno gettato vergogna sul nome di Torre Annunziata».

giovedì, 20 Giugno 2024 - 22:35
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