Bimbe stuprate nel Parco Verde, prime 2 condanne: pene più alte di quelle proposte dal pm. E oggi requisitoria per 3 minori

Parco Verde Caivano
Scorci del Parco Verde di Caivano (foto Kontrolab)
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Arrivano le prime condanne per lo stupro delle due cuginette – che all’epoca che dei fatti avevano 10 e 12 anni – avvenuto in luoghi abbandonati e degradati a ridosso del Parco Verde di Caivano. E sono condanne più severe di quelle proposte dalla procura. Nel tardo pomeriggio di oggi il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha condannato i due maggiorenni alla sbarra: il 20enne Pasquale Mosca è stato condannato a 13 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione; Giuseppe Varriale, 19 anni, a 12 anni, 5 mesi e 10 giorni. Le richieste dei pm Maria Carmen Quaranta e Giuseppe Vitolo, avanzate nell’udienza del 10 maggio, erano di 12 anni per Mosca, difeso dall’avvocato Giovanni Cantelli, e di 11 anni e 4 mesi per Varriale, difeso dall’avvocato Dario Carmine Procentese.

Gli imputati dovranno pagare una provvisionale di 50mila euro ciascuno per le due vittime e 20mila euro per ciascuno dei genitori della più piccola. Al momento della sentenza, i genitori della bimba più piccola non erano in aula: hanno ricevuto la notizia telefonicamente dall’avvocato Clara Niola e sono scoppiati a piangere.«Per la prima volta, i genitori della più piccola delle due vittime possono emettere un sospiro di sollievo innanzi alle condanne che hanno ricevuto gli imputati maggiorenni: io e i suoi genitori abbiamo sempre confidato nel lavoro della magistratura, alla quale ci siamo affidati sin dal momento germinale del processo e, con oggi, possiamo dire di aver messo il primo ‘punto fermo’ su questa efferata vicenda di violenza carnale nata e sviluppatasi in un contesto di grande povertà educativa», ha commentato l’avvocato Clara Niola, legale della mamma della più piccola delle due cuginette, L’avvocato Niola ritiene che la sentenza sia stata «equilibrata rispetto ai fatti di reato contestati». «Restiamo ora in attesa delle motivazioni – ha concluso Niola – per conoscere le argomentazioni logico-giuridiche poste alla base del le condanne emesse dal Tribunale ordinario, così come restiamo in attesa del dispositivo che il Tribunale minorile partenopeo emetterà nei prossimi giorni». I tutori delle piccole vittime sono stati rappresentati dall’avvocato Manuela Palombi. Presente in aula anche l’avvocato di Cam Telefono Azzurro, Rocco Curcio.

Le due condanne arrivano nel giorno in cui, dinanzi al giudice per le indagini preliminari Anita Polito del Tribunale per i minorenni di Napoli, il processo a tre giovanissimi imputati per il concorso nello stupro è giunto al giro di boa. Questa mattina il pm Claudia De Luca ha chiesto per i tre imputati (due 16enni e uno 18enne, tutti erano comunque minorenni all’epoca dei fatti contestati) la condanna 10 anni e 8 mesi, 9 anni e 9 anni e 4 mesi di reclusione. Chiesta anche l’esclusione della concessione delle attenuanti generiche: malgrado abbiano chiesto scusa per quanto accaduto, per il magistrato inquirente, e anche per le parti civili, i ragazzi non hanno mostrato alcun segno tangibile di ravvedimento come invece riscontrato negli altri quattro.

Subito dopo le richieste del pubblico ministero hanno preso il via le discussioni dei legali dei tre ragazzini: gli avvocati Antonio Bindo, Danilo D’Anna e un loro collega dello studio legale Cantelli, quest’ultimo impegnato ad Aversa per i maggiorenni. Ognuno, durante l’arringa, ha voluto sottolineare quanto i loro giovanissimi clienti sìano – alla stregua delle ragazzine – vittima di un contesto estremamente degradato dove lo Stato, in tutte le sue forme, per anni e anni, è rimasto inerme. Il giudice ha rinviato il processo a venerdì prossimo 12 luglio, per eventuali repliche e per la sentenza, che è attesissima. Le due cuginette, intanto, si trovano separate dalle famiglie: entrambe vivono in due diverse case famiglia dove sono state collocate già nella fase preliminare delle indagini. Allora, ai genitori della più grande, vennero tolti pure gli altri figli minorenni, collocati in analoghe ma tutte diverse strutture di accoglienza.

venerdì, 5 Luglio 2024 - 22:24
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