Carceri, garante detenuti: «Oltre 15% reclusi ha disturbi mentali gravi». Oliviero: «Relazione in Consiglio regionale»

Samuele Ciambriello
Samuele Ciambriello

Oltre il 15% della popolazione detenuta in Italia risulta affetta da disturbo mentale grave ossia 6000/9000 detenuti circa su una popolazione complessiva di oltre 62mila: è quanto ha ricordato Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale nel corso del convegno “Salute in carcere: un diritto negato?” nell’Aula Siani del Consiglio regionale della Campania. I dati citati da Ciambriello sono stati forniti dal Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale nel documento programmatico sulla giustizia, presentato a novembre 2024.

Dal report richiamato da Ciambriello emerge anche che l’uso di droghe illegal è diffuso in molti penitenziari: in Campania, da dati emersi inerenti al 2024, risulta che 1.793 sono ufficialmente tossicodipendenti e le dipendenze non trattate portano a problemi di salute come malattie infettive, come l’Hiv.

Altre problematiche sono la scarsa qualità di cibo, il sovraffollamento e la mancanza di attività fisica contribuiscono a problemi di salute come obesità, malattie cardiache e problemi muscoscheletrici. Tra i numeri più rilevanti – ha sottolineato Ciambriello – c’è sicuramente quello inerente a patologie odontoiatriche, con ben 433 casi, a seguire 164 casi di ortopedia e 150 di ipertensione. Tra le proposte «un miglioramento delle condizioni igienico- sanitarie, l’esecuzione costante di screening per le patologie croniche e infettive».

«Quello che emerge è la necessità di una maggiore integrazione tra giustizia, sanita’ e welfare, evidenziando le necessità sociali e politiche per migliorare le condizioni sanitarie nelle strutture penitenziarie», ha commentato Ciambriello. «Si avverte l’esigenza di una creazione di una rete nazionale di reparti ospedalieri di medicina per detenuti, un potenziamento delle reti per la salute mentale e il riconoscimento della specificità della medicina penitenziaria». «Ciò consentirebbe oltre a un monitoraggio puntuale delle patologie, anche un’ottimizzazione dei costi per la sanità penitenziaria e una migliore distribuzione delle risorse finanziarie, specialmente nel Meridione», ha concluso.

Al convegno è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, che ha anticipato di volere trasferire la relazione illustrata da Ciambriello «al Consiglio regionale in una delle prossime sedute perché l’emergenza carceri non è solo sovraffollamento ma anche una questione igienico- sanitaria». «La Regione che da tempo, come tutte le altre Regioni, ha la responsabilità della sanità carceraria deve adeguare i suoi piani e i suoi programmi rispetto a questa necessità», ha spiegato Oliviero.

lunedì, 31 Marzo 2025 - 13:07
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