Dovevano al Comune di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, 36mila euro, derivanti dal mancato pagamento di Imu, Tari-Tares e Tarsu dal 2007 al 2020. Invece nella dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà presentata al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune hanno attestato di non avere alcun debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi verso il Comune. La dichiarazione mendace porta la firma di quattro politici, quattro persone che hanno il dovere morale, oltre che giuridico, di rispettare le regole.
La procura della Repubblica di Torre Annunziata ha tirato le somme delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata ed ha fatto pervenire ai quattro indagati un avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che anticipa la volontà della magistratura inquirente di chiedere il rinvio a giudizio dei destinatari del provvedimento.
Gli indagati sono i consiglieri comunali di maggioranza Raffaella Celone (l’architetto eletta con la civica “Area socialista”; in passato assessore, in una giunta tecnica, all’Urbanistica, Risorsa mare, Edilizia privata, Politiche), Maria Di Maio (eletta con +Europa), e il consigliere di opposizione Raffaele De Stefano (eletto con la civica Torre dei valori). Indagato anche l’ex assessore Gianfranco Scafa, che si è dimesso lo scorso novembre. A tutti è contestato il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprio o di altri.
lunedì, 31 Marzo 2025 - 16:57
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