Nel dark web il “manuale del pedofilo”, business su piattaforma da quasi 2 milioni di euro: avvocato tra i clienti indagati

Un sequestro della polizia eseguito durante un'operazione contro la pedopornografia

Professionisti, lavoratori, padri di famiglia: dietro la facciata rispettabile, si nascondevano consumatori di materiale pedopornografico, consumatori di foto e video dai contenuti intimi e proibiti i cui protagonisti erano bambini. Quindici persone sono state indagate dalla Polizia postale e quattro di queste sono state arrestate nella giornata di ieri (giovedì 3 aprile). È l’epilogo dell’inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli che ha gettato luce sulla piattaforma “KidFlix”, chiusa dalle autorità dopo aver registrato 1,8 milioni di utenti in tutto il mondo. In carcere sono finiti un 27enne disoccupato di Foggia, un 49enne informatico di Biella, un 22enne operaio di Caserta e un 36enne massaggiatore di Pesaro Urbino. Tra gli indagati in stato di libertà di età compresa tra i1 22 e i 67 anni, sono emerse differenti figure professionali tra i quali un operaio, alcuni impiegati e liberi professionisti, nonché un esercente la professione forense.

Il dark web e la piattaforma illegale “KidFlix”
L’indagine ha permesso di scoprire l’esistenza di “Wikipedo” – nome ispirato alla nota enciclopedia on line ‘libera e collaborativa’ denominata Wikipedia presente sul Web – enciclopedia dedicata al mondo della pedopornografia con tanto di “manuale di istruzioni per il pedofilo”.

Inoltre, gli investigatori hanno individuato e smantellato “KidFlix”, una piattaforma criminale ispirata al modello di Netflix, che consentiva la fruizione on-demand di contenuti pedopornografici in cambio di pagamenti in criptovaluta. La piattaforma, creata nel 2021 da un cybercriminale, ha raccolto circa 1,8 milioni di utenti tra aprile 2022 e marzo 2025, con oltre 91.000 video caricati per un totale di 6.288 ore di contenuti illeciti. In media, venivano caricati circa 3,5 nuovi video ogni ora, molti dei quali sconosciuti alle forze dell’ordine prima dell’indagine.

A differenza di altre piattaforme simili, Kidflix non solo permetteva di scaricare CSAM (Child Sexual Abuse Material) ma offriva anche la possibilità di streaming; i pagamenti venivano effettuati in criptovalute, successivamente convertite in token. Gli utenti potevano ottenere token caricando nuovi contenuti, verificando titoli e descrizioni video e assegnando categorie ai video. I contenuti erano disponibili in diverse qualità e potevano essere sbloccati a pagamento.

Un’operazione internazionale coordinata da Europol
Il server di “KidFlix”, contenente al momento del sequestro circa 72.000 video, è stato sequestrato lo scorso 11 marzo. L’operazione ha portato all’identificazione di quasi 1.400 sospettati a livello globale.

L’operazione, denominata “STREAM”, condotta dagli investigatori della Polizia di Stato del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online svolta in collaborazione con il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Napoli, sotto stretto coordinamento investigativo della IV Sezione della Procura della Repubblica di Napoli (reati contro le fasce deboli della popolazione), ha visto il coinvolgimento nella fase esecutiva dei Centri Operativi Sicurezza Cibernetica di numerose regioni d’Italia, in particolare della Lombardia, Lazio, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Veneto e Sardegna nell’esecuzione dei provvedimenti di perquisizione personale locale ed informatica estesi su tutto il territorio nazionale.

 

venerdì, 4 Aprile 2025 - 15:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA