Nuovi affari e vecchi metodi: arrestati i boss (pentiti) Sarno, erano andati alla conquista di Prato tra racket e frodi fiscali

di Manuela Galletta

Il pentimento giudiziario non li ha redenti intimamente. La storia più recente lo sta raccontando, sta raccontando di come alcuni dei boss Sarno passati a collaborare con la giustizia quando rimasero sotterratti da una valanga accuse di omicidio e altri gravi reati abbiano poi cercato di rimettersi in pista. Non a Napoli, però, dove ormai il loro “regno”, Ponticelli, era stato conquistato da altri gruppi criminali e dove sarebbero stati troppo facilmente esposti ai radar delle forze dell’ordine e della magistratura inquierente. Alcuni dei Sarno pentiti hanno cercato di ripiantare le radici del maffare al Nord, quel Nord che li ha ospitati durante il loro percorso di collaborazione con la giustizia. La Toscana, in modo particolare, sarebbe stata la regione sulla quale i Sarno avevano scommesso. Non è andata loro bene.

Questa mattina il comando provinciale della Guardia di Finanza fiorentina ha eseguito 12 misure cautelari e un sequestro di beni per un valore di circa un milione di euro (per la precisione 990.206,51 euro). Tra gli arrestati i fratelli Ciro ‘o sindaco, Vincenzo, Pasquale Sarno, il cugino Giuseppe, e Antonio Sarno, figlio di Ciro: sono finiti tutti in carcere. Altre cinque persone sono state poste ai domiciliari e per altre due è stata disposta la misura interdittiva del divieto di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche o di imprese per la durata di un anno. Gli inquirenti hanno contestato, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per agevolare una associazione camorristica in vista della sua riorganizzazione sul territorio toscano, estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti delle vittime, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, auto-riciclaggio aggravato dalla finalità di agevolare una associazione camorristica, violazioni delle disposizioni del Testo Unico in materia di immigrazione.

I Sarno – secondo quanto emerso dalle indagini – avrebbero deciso di puntare sul settore degli scarti tessili. Non a caso. Hanno intercettato alcuni imprenditori campani stabiliti in Toscana che conoscevano e che – dal loro punto di vista – avevano un presunto debito di riconoscenza per la protezione che i Sarno avevno offerto loro in passato, quindi hanno deciso di andare all’incasso proponendo una collaborazione: un servizio di trasporto di stracci destinati allo smaltimento.

Ben presto, però, le proposte si sarebbero trasformate in estorsioni: minacce e pressioni per ottenere denaro senza alcuna prestazione effettiva. Tra dicembre 2022 e giugno 2023, i Sarno avrebbero incassato circa 18.500 euro. Il denaro veniva consegnato in un autonoleggio di Prato, ritenuto dagli investigatori il centro operativo delle attività del clan.

Le attività del gruppo si sarebbero estese anche alle frodi fiscali: i Sarno si proponevano come intermediari per imprenditori – tra cui anche alcuni cinesi attivi a Napoli – interessati a ottenere fatture false per evadere le imposte e monetizzare i ricavi illeciti.

La rete di società cartiere, secondo l’accusa, era gestita da Ciro Sermone, anch’egli finito ai domiciliari. Il sistema non si limitava a creare costi fittizi per abbattere l’IVA: le somme di denaro transitate sui conti bancari per simulare i pagamenti delle fatture venivano monetizzate e restituite in contanti, al netto di una provvigione.

Infine, il clan avrebbe anche cercato di agevolare l’ingresso illegale in Italia di una cinquantina di cittadini pakistani, da impiegare come manodopera a basso costo per imprenditori cinesi nel comparto tessile. Il tentativo è stato bloccato nel luglio 2022 dalla polizia croata, prima che il furgone potesse superare il confine.Tra i nomi coinvolti, anche quello di Franco Cozzolino, soprannominato “Berlusconi”, figura nota nel mondo degli scarti tessili, ora ai domiciliari.

Dalle indagini, inoltre, è emerso che un autonoleggio a Prato sarebbe stato il quartier generale per la pianificazione e la gestione operativa dell’organizzazione.

 

martedì, 20 Maggio 2025 - 18:45
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