Il pentimento giudiziario non li ha redenti intimamente. La storia più recente lo sta raccontando, sta raccontando di come alcuni dei boss Sarno passati a collaborare con la giustizia quando rimasero sotterratti da una valanga accuse di omicidio e altri gravi reati abbiano poi cercato di rimettersi in pista. Non a Napoli, però, dove ormai il loro “regno”, Ponticelli, era stato conquistato da altri gruppi criminali e dove sarebbero stati troppo facilmente esposti ai radar delle forze dell’ordine e della magistratura inquierente. Alcuni dei Sarno pentiti hanno cercato di ripiantare le radici del maffare al Nord, quel Nord che li ha ospitati durante il loro percorso di collaborazione con la giustizia. La Toscana, in modo particolare, sarebbe stata la regione sulla quale i Sarno avevano scommesso. Non è andata loro bene.
Questa mattina il comando provinciale della Guardia di Finanza fiorentina ha eseguito 12 misure cautelari e un sequestro di beni per un valore di circa un milione di euro (per la precisione 990.206,51 euro). Tra gli arrestati i fratelli Ciro ‘o sindaco, Vincenzo, Pasquale Sarno, il cugino Giuseppe, e Antonio Sarno, figlio di Ciro: sono finiti tutti in carcere. Altre cinque persone sono state poste ai domiciliari e per altre due è stata disposta la misura interdittiva del divieto di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche o di imprese per la durata di un anno. Gli inquirenti hanno contestato, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per agevolare una associazione camorristica in vista della sua riorganizzazione sul territorio toscano, estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti delle vittime, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, auto-riciclaggio aggravato dalla finalità di agevolare una associazione camorristica, violazioni delle disposizioni del Testo Unico in materia di immigrazione.
I Sarno – secondo quanto emerso dalle indagini – avrebbero deciso di puntare sul settore degli scarti tessili. Non a caso. Hanno intercettato alcuni imprenditori campani stabiliti in Toscana che conoscevano e che – dal loro punto di vista – avevano un presunto debito di riconoscenza per la protezione che i Sarno avevno offerto loro in passato, quindi hanno deciso di andare all’incasso proponendo una collaborazione: un servizio di trasporto di stracci destinati allo smaltimento.
martedì, 20 Maggio 2025 - 18:45
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