Afragola, uccisa a 14 anni: l’ex finge dolore e partecipa alle ricerche, poi confessa. I pm: «Personalità trasgressiva»

La 14enne Martina Carbonaro trovata senza vita
di Lisa Simeone

Quando Martina Carbonaro, 14 anni, risultava ancora scomparsa, Alessio – l’ex fidanzato – si è mostrato preoccupato. Ha perfino preso parte alle ricerche, abbracciando il dolore dei genitori di Martina. Era tutta una finzione. Una lucida, aberrante finzione. Alessio Tucci, 18 anni, è finito in carcere questa mattina dopo un serrato interrogatorio: è stato destinatario di un decreto di fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. Ha ucciso Martina Carbonaro con una pietra, poi ha abbandonato il suo cadavere in un edificio abbandonato nei pressi dello stadio Moccia ad Afragola, in provincia di Napoli. È l’epilogo drammatico della storia di Martina, uscita di casa lunedì sera per una passeggiata con le amiche e poi morta ammazzata per mano del ragazzo con il quale aveva avuto una storia di due anni. I due si erano lasciati da pochi mesi, pare che Martina abbia deciso di interrompere la relazione dopo che lui le avrebbe dato uno schiaffo. Anche Alessio, durante l’interrogatorio, ha confermato di avere aggredito Martina perché non accettava la fine della relazione.

All’inizio, Tucci ha cercato di fornire una versione dei fatti che si è rivelata «completamente incompatibile» con gli elementi raccolti dai carabinieri. Aveva detto di aver lasciato Martina in centro e di essere tornato a casa, ma la sua narrazione è stata «smentita dalle risultanze probatorie». Solo dopo l’incalzare delle domande del pubblico ministero, e «dopo un iniziale tentennamento», ha ammesso tutto, mostrando anche delle ferite sulle mani.

«Vergogna», ha detto ai magistrati. Un senso di colpa emerso dopo ore di interrogatorio, nel corso del quale ha ammesso di aver ucciso Martina con una pietra, continuando a colpirla anche quando era già riversa a terra. Il movente? «Il rifiuto della minore a proseguire la relazione sentimentale con Tucci, interrotta da poche settimane», scrive la Procura nel decreto di fermo. Durante quel periodo, lui aveva provato più volte a ricontattarla. Anche quel giorno, il 26 maggio, le aveva chiesto un incontro per convincerla a tornare insieme.

I due si sono ritrovati in centro, ad Afragola, poi si sono diretti in un vecchio edificio dismesso, vicino allo stadio comunale, «luogo dove i due si appartavano talvolta». Lì, ancora visibili, le scritte sui muri inneggianti alla loro storia. Dopo averla uccisa, ha nascosto il corpo «sotto un cumulo di detriti e un vecchio armadio», ha spento il cellulare della ragazza, cancellato le conversazioni e lo ha nascosto «in un’intercapedine del casolare». Poi ha gettato via i suoi vestiti e ha fatto ritorno a casa.

Ma non si è fermato lì. È andato a casa della vittima, ha parlato con la madre, ha partecipato alle ricerche. Secondo la Procura, ha cercato di «precostituirsi un’aria di innocenza e di estraneità ai fatti, coadiuvando la madre della vittima nelle ricerche», arrivando persino a rassicurarla. È questa la condotta che ha spinto i magistrati a ravvisare il pericolo di fuga e la possibilità di reiterazione del reato, motivando così il decreto di fermo: Tucci, scrivono, mostra «una spiccata personalità trasgressiva ed incontenibile».

La madre di Martina, Enza, ha raccontato che la figlia le aveva confidato, circa due settimane prima, di aver ricevuto uno schiaffo dal ragazzo. «Le ho detto: ‘vedi bene che devi fare, se non lo vuoi più lascialo perdere, non avere paura di lasciarlo’». L’ultima telefonata, lunedì sera, poco dopo le 20: «Mi ha risposto con voce affannata, sembrava stesse correndo, poi più nulla. Forse lui le ha strappato il telefono di mano», ha detto la donna, che già nel suo primo appello aveva indicato proprio l’ex fidanzato come l’ultima persona con cui era stata vista.

Intanto, Afragola si prepara a ricordare Martina con una fiaccolata in programma alle 19. L’appuntamento è in piazza Municipio, poi il corteo si muoverà verso il complesso sportivo “Luigi Moccia”, nei pressi del quale è stato ritrovato il corpo. Il sindaco Antonio Pannone ha invitato scuole, associazioni, parrocchie e cittadini a partecipare «in segno di cordoglio e di dolore per la vita tragicamente spezzata». Saranno presenti anche il vicesindaco della Città Metropolitana Giuseppe Cirillo e la consigliera delegata Marianna Salierno. Parteciperà anche l’istituto “Torrente” di Casoria, frequentato da Martina.

«Oggi Afragola piange per l’inconsolabile dolore di una vita spezzata, un fiore reciso con una cieca violenza senza senso che toglie il respiro», ha dichiarato il sindaco Pannone. «Una perdita che non ammette spiegazioni ma che deve vederci tutti ancora più impegnati nel difendere i diritti e le speranze dei nostri giovani, il bene più prezioso di cui disponiamo».

mercoledì, 28 Maggio 2025 - 18:27
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