Quel pauroso incendio all’Università di Viterbo, studenti e docenti in fuga: danni ingenti. Il rettore: «È un giorno triste»

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L'incendio nella sede della facoltà di Agronomia dell'Università della Tuscia a Viterbo
di Marco Cesario

Vittime, per fortuna, non ce ne sono state. Ma quanto accaduto oggi nella sede della facoltà di Agronomia dell’Università della Tuscia a Viterbo «segna profondamente la nostra comunità accademica», per usare le parole del rettore Stefano Ubertini. Intorno alle dieci di questa mattina, mercoledì 4 giugno, un incendio si è sviluppato sul tetto dove erano in corso lavori di manutenzione per la coibentazione. Una colonna di fumo denso e nero si è levata alta ed era visibile da tutta la città, pure le fiamme erano ben visibili ed hanno avanzato pericolosamente facendosi largo nel piano sottostante il tetto.

Panico e fuggi fuggi di studenti e docenti sono stati inevitabili, ma il peggio è stato scongiurato. Tutte le persone presenti sono riuscite ad uscire per tempo, incluso l’operaio che al momento del rogo si trovava sul tetto e che in un primo momento era stato dato per disperso: era riuscito a mettersi in salvo. Si è registrato solo qualche intossicato.

La struttura invece è rimasta profondamente ferita. I danni sono stati ingenti. «È un giorno triste: per la nostra struttura, per le tecnologie e le attrezzature che andranno ricostruite, per la memoria materiale che quel luogo rappresentava», ha detto il rettore. La procura della Repubblica di Viterbo ha aperto un’inchiesta per stabilire le cause del decesso, anche se qualche prima ipotesi è stata avanzata. Secondo quanto ricostruito dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mauro Caprarelli, «l’incendio è partito dalla copertura è si è propagato attraverso il crollo di un cavedio di luce interno ai piani sottostanti». «Quasi sicuramente l’incendio è partito dalla copertura – ha evidenziato -. C’era una ditta esterna che stava lavorando». A complicare le attività di spegnimento delle fiamme è stato anche il materiale altamente combustibile interessato dal rogo. «C’erano guaine sulla copertura – ha spiegato Caprarelli – ma anche all’interno c’era materiale particolarmente combustibile come carta e plastiche presenti nei laboratori. Questo ha consentito all’incendio di propagarsi facilmente». L’area attorno all’Ateneo è rimasta off-limits per l’intera giornata, con l’emanazione di un ordine di evacuazione in un raggio di 500 metri.

Solidarietà è arrivata anche da parte del Governo, con la ministra Anna Maria Bernini che ha assicurato il proprio sostegno all’università che ora deve fare i conti con i pesanti danni soprattutto alle strutture di ricerca.

mercoledì, 4 Giugno 2025 - 21:19
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