Nella Giornata Internazionale contro il lavoro minorile, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama «al dovere della Repubblica di proteggere l’infanzia e garantire il diritto all’istruzione» come sancito dagli articoli 31 e 34 della Costituzione. «Si calcola che oltre 160 milioni di minori nel mondo siano ancora coinvolti in forme di lavoro che mettono a rischio la loro salute, ostacolandone lo sviluppo e violandone la libertà» ricorda il capo dello Stato. Bambini, argomenta Mattarella, «costretti a svolgere lavori pericolosi per sopravvivere: perché la fame è più urgente dell’infanzia». Ma «situazioni sommerse di sfruttamento e di esclusione sono presenti anche in Italia, soprattutto in contesti segnati da fragilità sociale ed economica» sottolinea il presidente della Repubblica aggiungendo che «operare per la piena affermazione dei diritti dei bambini è un dovere sociale che misura la civiltà e la coesione di un popolo».
Ed è anche, puntualizza Mattarella, «il fondamento su cui costruire una società più giusta, capace di affrontare con responsabilità le sfide presenti e quelle future». La sfida attuale sono gli oltre 80mila ragazzi tra i 15 ed i 17 anni lavoratori. Un numero mai raggiunto prima, come emerge dall’ultimo report dell’Unicef in cui si spiega che negli anni post Covid-19, è stato registrato un aumento progressivo dei lavoratori minorenni sia dipendenti che indipendenti. Così si è passati da quasi 52mila del 2021 agli oltre 78mila del 2023 fino al record del 2024. E proporzionalmente aumentano anche le denunce di infortunio dei lavoratori tra i 15 ed 17 anni: dai 5.816 del 2020 ai 18.825 nel 2023. Nel triste bollettino dell’Unicef si contano anche sei morti tra i 15 ed 17 anni nel quinquennio 2019-2023. E nell’arco degli stessi cinque anni risultano aumentati del 35% anche i lavoratori entro i 19 anni.
Le regioni con la percentuale più alta di lavoratori minorenni sono il Trentino Alto Adige, la Valle D’Aosta, l’Abruzzo, le Marche, la Puglia e la Sardegna. Mentre le cinque regioni con le percentuali di denunce di infortuni più alte sono Lombardia (20,89%), Veneto (12,06%), Emilia-Romagna (10,99%), Piemonte (8,91%) e Trentino-Alto Adige (6,81%), le quali coprono il 59,65% delle denunce di infortunio sul territorio nazionale nel quinquennio esaminato. Nel 2024 si registra anche un incremento del 10,9% delle denunce di infortuni lavorativi che riguardano studenti. Una situazione che, secondo la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini, «conferma la situazione drammatica di abbandono dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro paese» lamentando «una totale assenza di politiche di welfare e di tutela dei nostri ragazzi». Per il presidente del Cnel Renato Brunetta è doveroso «costruire una rete di protezione che restituisca speranza e riporti alla luce tante piccole vittime ancora oggi invisibili, intrappolate nel cono d’ombra dello sfruttamento lavorativo».
Quanto alla Campania, la regione in termini assoluti è penultima in classifica per la precentuale di lavoratori minorenni rispetto alla popolazione. Tuttavia è la regione d’Italia che, nel 2024, ha fatto registrare il più alto incremento di lavoratori di età compresa tra i 15 e i 17 anni. L’incremento, in un anno, è stato del 16,54%, a fronte di una media nazionale del 3,13 per cento: si è passati dai 4.366 occupati nel 2023 ai 5.088 del 2024. Nel 2023, in Campania, ci sono state 737 denunce di infortunio sul lavoro nella fascia d’età 15-17 anni, 2.933 se si calcolano gli anni dal 2019 al 2023. Nessun infortunio è stato mortale. Sono aumentati anche i lavoratori entro i 19 anni di età: tra gli anni 2019 e 2023 registrato un incremento del 27,01%. In questo caso, ci sono però infortuni con esito mortale: sono stati due quelli accertati tra il 2019 e il 2023 (avvenuti nel 2019 e nel 2021). Un ultimo dato è quello che riguarda le denunce di infortunio degli studenti con esito mortale: nel 2023 sono stati quattro in Campania gli infortuni “lavorativi” accaduti in ambito scolastico, tre nel 2024, il numero più alto registrato in Italia.
venerdì, 13 Giugno 2025 - 09:36
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