È una notte di paura, di guerra a Teheran in Iran. È una notte di paura, di guerra in Israele. È la notte più buia per il Medio Oriente e di massima tensione per l’Occidente. Israele è andata all’attacco dell’Iran e l’Iran non ha perso tempo a rispondere, innescando un conflitto che adesso tiene con il fiato sospeso il mondo intero perché il rischio di uno scontro nucleare non è peregrino.
Le sirene suonano incessanti in Israele, questa notte. L’Iran, nel suo contrattacco, sta facendo piovere missili soprattutto su Tel Aviv: almeno 150 quelli lanciati. Quasi tutti sono stati neutralizzati, in cielo, dalla proverbiale difesa area israeliana, ma qualcuno è riuscito a “bucare” il muro.Nel sobborgo di Ramat Gan sono stati distrutti nove edifici. Si contano 22 feriti, di cui in condizioni critiche. La popolazione è stata inviata a «tornare nei rifugi e a restare fino a ulteriore avviso». Ma c’è paura anche Iran, dove è cominciato un nuovo stacco israeliani che ha spinto Teheran ad attivare il sistema di difesa aerea: Israele sta colpendo il quartiere Pastour di Teheran in cui si trovano il complesso presidenziale del presidente iraniano Masoud Pezeshkian e la residenza della Guida Suprema Ali Khamenei. I sistemi di difesa aerea di Teheran, riporta il quotidiano New York Times, stanno «aprendo il fuoco senza sosta».
È un botta e risposta che sta infiammando anche il fronte diplomatico di tutti i paesi dell’Occidente, mentre si guarda con apprensione agli Stati Uniti per capire quale posizione assumerà Trump.
La situazione tra i due Stati da sempre nemici è precipitata improvvisamente venerdì notte, quando l’aeronautica israeliana ha preso il controllo dei cieli iraniani, colpendo siti militari e nucleari, decapitandone i vertici, e uccidendo “78 civili”. L’Iran ha inizialmente alzato la voce con l’Onu. Poi, parlando davanti al Consiglio di sicurezza, il rappresentante di Teheran ha accusato Israele di aver compiuto «omicidi sistematici e deliberati, atti non solo illegali, ma profondamente disumani», dichiarando che questi raid rappresentano «atti di terrorismo di Stato e una palese violazione del diritto internazionale». Il diplomatico ha inoltre puntato il dito contro gli Stati Uniti, affermando che «la complicità americana nell’attacco è fuori discussione» e che l’uso di armi fornite da Washington equivale a «una dichiarazione di guerra». Infine, l’ambasciatore ha avvertito che eventuali danni alle infrastrutture nucleari iraniane potrebbero avere «conseguenze radioattive catastrofiche» con potenziale impatto su tutta la regione e oltre. Un discorso che ha fatto da preludio alla reazione dell’Iran, arrivata poche ore fa.
In Israele sono bloccati anche alcuni italiani che non hanno fatto in tempo a rientrare. Antonello Sannino, presidente dell’Arcigay, è in attesa di rimpatriare: avrebbe dovuto rientrare in Italia oggi al termine del Gay Pride a Tel Aviv, che però è stato annullato, ma è rimasto bloccato in Israele insieme ad altri quattro italiani dopo i raid della scorsa notte. «Stiamo bene. Abbiamo preso i contatti con la Farnesina e il ministero israeliano per gli Affari esteri ma – spiega Sannino, residente a Torre Annunziata in provincia di Napoli – al momento non abbiamo notizie certe in merito al rientro. La situazione ovviamente può cambiare di ora in ora e siamo in attesa».
sabato, 14 Giugno 2025 - 00:34
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