Uno pneumatico che scoppia, l’auto che sbanda e la vita che si interrompe. Diogo Jota, attaccante portoghese del Liverpool, è morto insieme ai suoi sogni di calciatore e a una vita matrimoniale che era appena cominciata. Aveva detto sì solo dieci giorni fa alla compagna di sempre, Rute Cardoso. Le immagini del matrimonio, diffuse sui social, lo ritraevano felice, circondato dall’affetto della moglie e dei loro tre figli. Una felicità spezzata sull’asfalto spagnolo, sulla A-52, all’altezza di Sanabria, nei pressi di Zamora. Il veicolo su cui viaggiava insieme al fratello André, anche lui calciatore, è uscito di strada, ha preso fuoco e per i due giovani non c’è stato nulla da fare. Diogo aveva 28 anni, André ne aveva 26. Secondo la ricostruzione della Guardia Civil spagnola, durante un sorpasso sarebbe scoppiato uno pneumatico, provocando la perdita di controllo del mezzo e l’incendio successivo. «Nell’incidente non sono stati coinvolti altri veicoli», precisano le autorità.
Nato calcisticamente nel Paços de Ferreira, dove debutta tra i professionisti nel 2014, Diogo Jota in poco tempo si impone come una delle stelle emergenti del calcio lusitano. Dal 2016 il suo nome inizia a circolare anche fuori dai confini portoghesi: l’Atlético Madrid lo acquista per sette milioni di euro, ma lo lascia in prestito al Porto, dove si fa notare con nove gol stagionali. Poi il trasferimento in Inghilterra: al Wolverhampton prima, dove segna 33 reti in Premier League, e infine nel 2020 al Liverpool di Jürgen Klopp, che investe su di lui oltre 44 milioni di euro. Con la maglia dei Reds colleziona 182 presenze, 65 gol, 26 assist e soprattutto trofei: una Premier League, una FA Cup, due Coppe di Lega e una Community Shield. In nazionale, 49 presenze e 14 gol con il Portogallo, contribuendo ai successi in Nations League nel 2019 e nel 2024.
«Diogo Jota non è stato solo un giocatore fantastico con quasi 50 presenze per la nazionale, ma anche una persona straordinaria che è stata rispettata da tutti i suoi compagni e avversari. Aveva una gioia contagiosa ed era un punto di riferimento nella propria comunità», si legge nel comunicato ufficiale diffuso dalla Federcalcio portoghese. Il dramma scuote anche il mondo dello sport internazionale. A Wimbledon, dove è in corso il torneo, è stata concessa un’eccezione al rigido regolamento: chi vorrà potrà indossare un fiocco nero in memoria di Diogo e del fratello André. Il tennista portoghese Francisco Cabral, appena appresa la notizia, ha dichiarato: «Non ho avuto il tempo di indossare il nastro oggi, ma lo farò nel prossimo incontro».
Resta il dolore per una vita e una carriera spezzate troppo presto. Quell’auto fuori strada ha portato via con sé non solo due giovani fratelli, ma anche le speranze di un campione che il calcio europeo aveva appena iniziato ad ammirare davvero.
giovedì, 3 Luglio 2025 - 18:06
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