Lutto nel mondo degli avvocati di Napoli: addio al penalista Elio Palombi, tra diritto e amore per la città

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L'avvocato Elio Palombi
di maga

Napoli perde una delle sue voci più autorevoli e discrete del diritto: si è spento a 90 anni il professore e avvocato Elio Palombi, figura storica della cultura giuridica napoletana. Uomo che ha attraversato tre mondi senza mai abbandonare coerenza e rigore: quello della magistratura, dove ha esercitato da Pretore per 15 anni; quello dell’università, come docente di Diritto Penale alla Federico II; e quello che lui stesso ha sempre definito «l’esperienza più bella» della sua vita, l’avvocatura.

Proprio a gennaio, in occasione dei suoi novant’anni, Palombi aveva ricordato agli amici e ai colleghi riuniti nel suo studio quanto fosse rimasto legato alla toga da difensore: «Fare l’avvocato è la cosa più bella che c’è, perché ti offre la possibilità di difendere i bisognosi lottando per l’affermazione dei loro diritti». Parole semplici, pronunciate da chi ha vissuto la professione con serietà e discrezione, mai alla ricerca dei riflettori, ma sempre con la consapevolezza del ruolo.

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Iscritto nell’Albo d’Onore dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, istituito nel 1967 nel nome di Marciano, De Nicola e Porzio, Palombi aveva saputo guadagnarsi il rispetto del Foro napoletano non solo per la competenza giuridica, ma anche per la sua capacità di intrecciare diritto e cultura. Non a caso, la sua passione per Napoli e per la sua storia lo aveva portato anche a scrivere e studiare Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani, consapevole che diritto e società non vivono mai separati. «Il suo stile e la sua professionalità — ricorda in una nota la Camera Penale di Napoli — hanno attraversato il mondo della magistratura, il mondo accademico e reso più fulgida la classe forense, che ha avuto modo di apprezzarne le doti umane e scientifiche». Nel 1996 aveva assunto anche il ruolo di giudice aggregato presso la Corte Costituzionale.

Oggi, la comunità giuridica napoletana si stringe attorno ai familiari e ai collaboratori, in particolare alla figlia Manuela, consigliera dell’Ordine, nel segno di una perdita che, come sottolinea la Camera Penale, lascia «orfani di una guida, che ha saputo coniugare cultura giuridica e amore per la città».

lunedì, 7 Luglio 2025 - 13:26
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