Nel panorama politico italiano, la competizione tra leader di alto profilo si fa sempre più incalzante, e quest’anno la classifica dei sindaci e governatori più amati (il Governance Poll 2025, la rilevazione annuale svolta da Noto Sondaggi per ‘Il Sole 24 Ore’) riflette un quadro di tensioni e alleanze in evoluzione. In particolare, tra Napoli e la Campania, due figure di spicco del Pd si contendono il favore dei cittadini: Gaetano Manfredi e Vincenzo De Luca. I due sono più distanti che mai, soprattutto in vista delle imminenti elezioni regionali in Campania, dove il clima è rovente e il quadro, sia nel centronistra che nel centrodestra, ancora confuso.
Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e figura di spicco del centrosinistra, giocando un ruolo chiave in questa sfida. È il vero regista del Pd targato Elly Schlein per le regionali campane, e il suo consenso, attestato al 61% nella recente classifica Governance Poll, lo colloca tra i leader più apprezzati d’Italia. Tuttavia, la sua posizione di forza rappresenta anche un ostacolo diretto al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che, pur essendo ancora tra i più amati con un consenso del 54,5% (che lo colloca al quarto posta della classifica Governance Poli), si trova a dover fronteggiare una sfida interna al suo stesso schieramento. De Luca, che non può ricandidarsi alla carica di governatore per via del vincolo del doppio mandato, cerca di restare in sella, difendendo il suo operato e mantenendo il controllo sulla regione. Ma il suo tentativo di rimanere protagonista si scontra con le mosse di Manfredi, che senza cedere alle provocazioni del governatore sta preparando il terreno per un grande smacco: la candidatura di Roberto Fico, esponente del Movimento 5 Stelle, alla guida della Regione.
Nel frattempo, i risultati di questa classifica mostrano anche altri protagonisti di rilievo ma anche tendenze interessanti. Da un lato, troviamo leader locali che continuano a godere di un forte sostegno popolare, dall’altro, si nota una generale diminuzione del consenso rispetto agli anni precedenti, segno di un possibile cambiamento nelle percezioni dei cittadini.
Tra i sindaci più amati, spicca ancora una volta Marco Fioravanti di Ascoli Piceno, con un impressionante 70% di consenso. La sua riconferma lo scorso anno, alla guida di una coalizione di centrodestra, testimonia la fiducia che la comunità ripone nel suo operato. Fioravanti si distingue anche per aver scalzato Michele Guerra di Parma, che si ferma al 65%, confermando comunque la sua posizione di rilievo nel panorama nazionale.
Al terzo posto, si confermano Vito Leccese di Bari e Gaetano Manfredi di Napoli, entrambi con il 61%. La presenza di due leader del centrosinistra in questa fascia alta sottolinea come, nonostante le sfide politiche, alcuni amministratori siano ancora molto apprezzati dai loro cittadini. È interessante notare come, tra i primi dieci, ci siano anche sindaci di città di grandi dimensioni del Sud, come Mantova, Fermo, Treviso e L’Aquila, a testimonianza di un’attenzione crescente verso le aree interne e meridionali.
Tra le altre grandi città, Beppe Sala di Milano e Massimo Mezzetti di Modena si attestano con un consenso rispettivamente del 59% e del 58%, mentre i sindaci di Bologna e Torino, Lepore e Lo Russo, si collocano più in basso nella classifica, rispettivamente al 53,5% e al 50,5%. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, si posiziona al 55%, mentre il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, si ferma al 47%, segno di un certo calo di fiducia rispetto agli anni passati.
Per quanto riguarda i presidenti di Regione, il più amato è ancora una volta Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia, con un consenso del 66,5%. Seguono Luca Zaia del Veneto e Alberto Cirio del Piemonte, entrambi con circa il 66% e il 59%. La classifica mostra anche una presenza significativa di leader meridionali, come Vincenzo De Luca della Campania, che si colloca al 54,5%, e altri presidenti di regioni come Calabria, Sicilia, Emilia-Romagna e Umbria.
Il direttore dell’Istituto Noto Sondaggi, Antonio Noto, commenta: 1Il consenso complessivo, sia tra sindaci che tra presidenti di regione, mostra un leggero calo rispetto agli anni precedenti. Questo può essere attribuito alla crescente complessità delle sfide territoriali e alla percezione dei cittadini circa l’efficacia delle politiche locali. Tuttavia, la forte vicinanza e il rapporto diretto con le comunità continuano a rappresentare un elemento chiave di stabilità per molti amministratori»
lunedì, 7 Luglio 2025 - 12:49
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