Allen, il bimbo di 5 anni che per 36 ore è sparito nel nulla: aveva paura dei rumori, era nascosto in un anfratto tra i rovi


Allen che non si trova più. L’angoscia che sale, la paura che diventa panico. È venerdì pomeriggio, 11 luglio, quando Allen Bernard Ganao, 5 anni, scompare da un campeggio nella frazione Latte di Ventimiglia dove si trovava in vacanza con la sua famiglia. Autistico, incapace di comunicare verbalmente in modo chiaro, Allen si allontana e svanisce nel nulla.

Iniziano subito le ricerche: boschi, anfratti, cunicoli. Volontari, forze dell’ordine, cani molecolari, droni, elicotteri. «Abbiamo usato megafoni e altoparlanti con le canzoncine che Allen ama, nella speranza che ci sentisse», racconta il prefetto di Imperia, Valerio Massimo Romeo. Ma per ore, nulla. Solo un testimone, sul quale inizialmente si addensano dubbi e sospetti.

Il testimone e l’ombra del sospetto

Pierluigi Dellano, il testimone che dichiara di aver accompagnato Allen dopo averlo trovato solo, è stato a lungo ascoltato dagli inquirenti. Dice: «Volevo aiutarlo, mi sono accorto che non parlava bene. Lo tiravo per mano, cercava il papà. Poi è scappato via». La casa di Dellano viene perquisita, l’auto sequestrata. I suoi racconti appaiono agli inquirenti confusi, ma Dellano diceva semplicemente la verità, anche se adesso la procura sta valutando se incriminarlo per ipotesi di abbandono di minore sulla scorta del presupposto che un bambino solo, in evidente difficoltà, non può essere lasciato in strada. Una prospettiva che per Dellano sa di beffa. «Ho accompagnato il ragazzo che è venuto nella mia villa e poi l’ho portato giù per strada pensando di fare una cosa positiva. Volevo portarlo qua, dalla polizia – dice -. il bambino poi ad un certo punto mi ha tirato, non parlava bene, l’ho portato fino ad un certo punto e poi l’ho lasciato, mi tirava e cercava ‘papà’ non parlava bene. Mi mi sono accorto che era autistico. Poi è scappato via. Dopo 2 ore ho capito che era successo». E si è ritrovato nel mirino degli investigatori: «Mi hanno torchiato bene – dice -sono stati momenti difficili e capisco anche altre situazioni tipo queste».

Il miracolo del sabato mattina

Stamattina, sabato 13 luglio, alle 8:48, la svolta. In un anfratto tra i rovi, vicino a un ripetitore nei boschi alle spalle di Latte, Allen viene ritrovato vivo. È rannicchiato, immobile. È Dario Mattiauda, volontario della protezione civile Riviera dei Fiori – Pompeiana, a vederlo per primo: «Non diceva nulla. Poi ha alzato un braccio e ha iniziato a toccarsi il naso. Da quel momento è stata un’emozione unica». Con Mattiuda ci sono anche Edoardo Campione e Matteo Trecci: «L’abbiamo preso in braccio, l’abbiamo abbracciato, e portato subito all’unità di soccorso», raccontano. Allen viene poi preso in braccio dal vigile del fuoco Federico Enzo del TAS (Topografia Applicata al Soccorso): «Lo abbiamo idratato, non beveva da due giorni. L’abbiamo controllato, stava bene. Poi l’abbiamo accompagnato in ambulanza».

La strategia vincente: capire Allen

Determinante è stato il consulto con lo psicologo Roberto Ravera, che ha aiutato i soccorritori a ragionare “come Allen”: un bambino che teme i rumori, che cerca luoghi sicuri, nascosti. «Per questo ho disposto di controllare tutti i cunicoli, anche sotto l’autostrada», ha detto il prefetto Romeo. E proprio in uno di questi anfratti è stato trovato Allen.

Il ritorno a casa, tra lacrime e abbracci

L’abbraccio con i genitori è stato commovente. Il padre, Bernardo Ganao, lo stringe forte e sussurra: «Grazie, vi ringrazio. È andata benissimo». Allen è stato poi portato all’ospedale di Imperia per accertamenti. «È in buone condizioni», conferma l’Asl1. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, commenta: «Una notizia che riempie il cuore. Allen è vivo e sta bene. Un grazie immenso a chi non ha mai smesso di cercarlo». Le parole più forti, forse, sono quelle del prefetto Romeo: «Abbiamo avuto paura, ma non abbiamo mai smesso di cercarlo. Voglio ringraziare ogni singolo soccorritore: vigili del fuoco, forze dell’ordine, capitaneria, volontari, unità cinofile. Allen è vivo grazie a voi».

La foto simbolo è quella di Allen in braccio al vigile Enzo, avvolto in una coperta, con gli occhi stanchi ma salvi. È la foto che ripaga 40 ore di angoscia. Una storia che si chiude nel modo migliore, ma che lascia il segno: sull’importanza dell’ascolto, della rapidità e dell’umanità.

domenica, 13 Luglio 2025 - 20:29
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