Scampia, sfondano con il flex la porta di ingresso di una casa per occuparla: in 8 picchiano anziane e i due fratelli

lopresto domenico
L'irruzione, con aggressione, in casa delle sorelle di Domenico Lopresto
di Manuela Galletta

Lui e suo fratello sono in terra, con il sangue sul volto e sulle braccia. Sono ferite di “guerra”, una guerra indegna e vile che in alcuni quartieri di Napoli si consuma sulla pelle dei più deboli. L’altro giorno a Scampia, in una casa di edilizia popolare in via del Gran Paradiso al civico 89, alcune persone hanno sventrato con un flex la porta di ingresso di una abitazione legittimamente assegnata a due anziane, e malate, si sono fiondate all’interno dei locali e con la forza hanno cercato di buttare fuori casa le sue due donne, che sono sorelle. Le donne sono riuscite ad avvisare i fratelli, che si sono precipitati nell’appartamento e qui è nata una colluttazione per la difesa della casa. Una colluttazione i cui “segni” sono fermi lì nelle foto che le vittime di questa vile aggressione hanno scattato e poi postato sui social network per denunciare pubblicamente quanto accaduto. Uno dei due uomini in terra, ferito, è Domenico Lopresto, che nel quartiere di Scampia è ben noto per le sue battaglie in favore del diritto alla casa essendo segretario dell’Unione inquilini di Napoli. Tutto è accaduto nella giornata di ieri: le sorelle di Domenico, una delle quali ha 75 anni e l’altra è infartuata con cinque bypass, erano in casa quando si sono ritrovate nell’appartamento un gruppo di persone armate di mazze e di un flex con il quale avevano tagliato la serratura della porta di ingresso per guadagnare l’entrata nell’appartamento. Le due donne hanno iniziato ad urlare, il gruppo di invasori, composto da cinque uomini e tre donne, ha iniziato ad usare violenza.

«Una camorrista – racconta Domenico Lopresto – ha preso ripetutamente a schiaffi mia sorella, quella infartuata. Le diceva: “Mi sono fatta trent’anni di carcere e me vado a fare altri trent’anni su di te”. Non ci ho visto più, ho reagito e mi sono saltati addosso 5 di loro con mazze e spranghe». Il resto è documentato dalle foto che Domenico ha postato sui social. Il fratello di Domenico è finito in terra semi-incosciente: è stato poi condotto in ospedale, al Cardarelli. Ferita anche la nipote 37enne di Lopresto, che vive nella casa finta nel mirino degli “invasori”: è stata medicata al Cto per lesioni. «Addosso a me hanno scaricato mazzate bestiali», aggiunge Domenico. Violente anche le espressioni verbali a lui riservate: «Mi hanno detto: “Ti vengo a prendere a Mianella e ti devo fare pezzo a pezzo” – aggiunge Domenico – Erano cinque uomini e tre donne». Violenza cieca, che Domenico e la sua famiglia hanno fronteggiato e subito troppo a lungo. Nel suo atto d’accusa sui social, Domenico lamenta infatti anche un ritardo dei soccorsi: «I carabinieri avvisati continuamente sono venuti dopo un’ ora. Nel frattempo 5 uomini e tre donne di camorra con mazze e spranghe ci hanno riempito di mazzate». Adesso sono in corso indagini, a cura della compagnia Napoli Stella, per identificare le persone coinvolte.

Sullo sfondo l’indignazione di alcuni pezzi del mondo politico. Il vicepresidente della Camera dei deputati Sergio Costa, parla di «gesto vile», di una «violenza inaccettabile» e ribadisce la «condanna, con fermezza, di ogni forma di violenza criminale». «Ci auguriamo che i responsabili vengano presto individuati e assicurati alla giustizia. Ma soprattutto – prosegue Costa – serve una risposta istituzionale forte: le periferie non possono essere lasciate sole di fronte alla violenza e all’arroganza della camorra. Chi difende i diritti, come Domenico, deve sapere di non essere solo». Sulla stessa linea Gilda Sportiello, deputata e coordinatrice del Movimento 5 stelle Napoli: «È necessario attivarsi subito per dare a Domenico Lopresto e la sua famiglia tutto il sostegno di cui necessitano, noi faremo la nostra parte e non faremo mancare il nostro supporto». Incalza il capogruppo del Movimento 5 Stelle in ottava municipalità Salvatore Musella: «Siamo sdegnati, inorriditi dall’accaduto. La denuncia di Domenico Lopresto, segretario dell’Unione Inquilini di Napoli, è inaccettabile. Continueremo a lottare contro questa illegalità». Immancabile il commento di Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi – Sinistra: «È inaccettabile che cittadini onesti vengano aggrediti brutalmente a casa propria. Episodi del genere sono indegni di un Paese civile. Quando un gruppo di persone entra con il flex per tagliare la serratura, picchia gli assegnatari legittimi e dichiara apertamente di essere pronta a tornare in carcere, siamo davanti a una prepotenza che ha tutta l’aria di essere camorristica. Queste persone siano individuate e non restino impunite. La città ha bisogno di legalità, giustizia e sicurezza».

Si registra, infine, l’intervento di Enza Amato, presidente del Consiglio Comunale di Napoli: «Si tratta di un fatto preoccupante che colpisce non solo le persone coinvolte, ma richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare le tutele per chi vive nelle case popolari. Confido nell’intervento delle autorità per fare piena luce su quanto accaduto».

domenica, 13 Luglio 2025 - 17:36
© RIPRODUZIONE RISERVATA