Appalti truccati al Comune di Sorrento, 16 arresti dopo la cattura del sindaco: in manette funzionari e dirigenti

Massimo Coppola, il sindaco di Sorrento
di Manuela Galletta

Che l’arresto del sindaco di Sorrento Massimo Coppola per corruzione in relazione ad una serie di affari pubblici “condizionati” in cambio di soldi fosse solo la punta dell’iceberg s’era capito sin da subito. S’era capito perché nelle ore in cui Coppola finiva in manette un minuto dopo avere intascato la tranche di una tangente imposta a un imprenditore aggiudicatario di un appalto, la Guardia di Finanza – su disposizione della procura della Repubblica di Torre Annunziata (sostituti procuratori Schioppi e De Micheli, procuratore Nunzio Fragliasso) – eseguiva ben 22 perquisizioni, a carico anche di numerosissimi funzionari e dipendenti del Comune.

Attività mirate per acquisire informazioni utili a dare forma e sostanza all’ipotesi di un sistema di corruzione più ampio all’interno del Comune. E oggi, a distanza di pochi mesi da quelle operazioni, l’inchiesta ha fatto un altro passo in avanti: la Finanza ha eseguito 16 misure cautelari, tra carcere e domiciliari, per i reati – contestati a vario titolo – di corruzione, peculato e turbata libertà degli incanti in relazione a una pluralità di appalti pubblici affidati dal Comune di Sorrento tra il 2022 e il 2024. Tra i destinatari della misura ci sono funzionari e dirigenti del Comune, alcuni imprenditori e l’ormai ex sindaco di Sorrento, nei confronti del quale sono formulate nuove accuse. Il nuovo provvedimento cautelare è stato notificato a Coppola in prigione: l’ex sindaco, infatti, è attualmente detenuto in carcere da quel 21 maggio scorso, quando fu arrestato al ristorante dove aveva dato appuntamento all’imprenditore dal quale doveva ricevere una tangente.

Coppola non sapeva però che l’imprenditore avesse raccontato ogni cosa agli inquirenti, concordando con loro una vera e propria trappola. Per l’occasione la Finanza occupò il locale con militari in borghese fintisi clienti, piazzò microspie in sala e sotto il tavolo prenotato da Coppola per catturare ogni discorso, segnò le banconote che l’imprenditore avrebbe dovuto dare al sindaco e infine sistemò microspie pure in bagno, dove l’allora collaboratore di Coppola, Francesco Di Maio, si recò a contare parte della tangente. Coppola è in carcere da allora: il 5 giugno i giudici della dodicesima sezione penale del Tribunale del Riesame di Napoli hanno confermato la misura cautelare spiccata dal gip. La difesa aveva chiesto i domiciliari fuori regione.

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martedì, 15 Luglio 2025 - 09:29
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