Picchiato a fino a morire. Da Ibiza rimbalzano voci drammatiche sulla morte di Michele Noschese, 35 anni di Napoli e da tempo residente in Spagna per inseguire e coltivare, con successo, la sua passione. Nella notte tra venerdì e sabato scorsi, il cuore di Michele ha smesso di battere, un evento che si è consumato davanti agli occhi di una decina di amici e che vede coinvolti anche uomini della Guardia civil. Spetterà all’autorità giudiziaria spagnola stabilire cosa è accaduto: l’inchiesta c’è, si procede per omicidio e si attende l’autopsia per capire cosa è accaduto nella casa di Michele Noschese.
Pochi i punti fermi. Tra venerdì e sabato scorsi Michele Noschese, conosciuto come dj Godzi, ha dato una festa a casa. C’erano una decina di amici. Qualche vicino ha però chiamato la Guardia civil, lamentando il disturbo della quiete pubblica per via della musica alta e del vociare troppo rumoroso. La polizia spagnola ha raggiunto casa di Michele e a quel punto, secondo quanto riferito alcuni amici ai genitori di Michele, ci sarebbe stato uno scontro tra Michele e alcuni uomini della Guardia civil. In quello scontro Michele ha avuto la peggio. È morto sul colpo, tanto è vero che l’ambulanza avrebbe condotto Michele direttamente all’obitorio, bypassando l’ospedale.
Michele Noschese aveva coltivato il sogno della musica sin da giovanissimo, sin da quando aveva 15 anni. Poi è arrivata la passione della “consolle” che è diventata anche la sua ragione di vita. Laureato in Economia e Commercio, Michele ha rinunciato a una carriera nel calcio professionistico per inseguire i suoi sogni: quando è arrivata l’occasione di firmare con un club di serie A in Svizzera (dopo una militanza in squadre minori di serie C e nella Primavera del Napoli), ha rinunciato a tutto ed è andato ad Ibizia. Qui è cresciuto lavorativamente, tanto che in una intervista a Canale 8 aveva spiegato che «Ibiza è la patria della mia musica». Ha suonato anche in altre città, come Londra (dove pure ha vissuto per qualche tempo), Parigi. Si era esibito pure negli Stati Uniti. Chi lo conosceva ricorda una persona gentile, solare, non un attaccabrighe né tantomeno una testa calda.
«Michele aveva un cuore gentile e faceva parte della famiglia Mood dopo aver pubblicato il suo edit Love This Game su Mood Edits», ha fatto sapere Mood Child Art, piattaforma e label molto attiva in ambito techno-house, attraverso una storia su Instagram.
Michele era conosciuto anche a Napoli, come la sua famiglia. Il padre Giuseppe è un noto dottore, che ha svolto pure incarichi per la procura come consulente ed è consigliere scientifico della Marina militare italiana. E proprio il padre è volato a Ibiza alla notizia della morte del figlio ed ora sta seguendo le delicate fasi tecniche di questa storia. I Noschese hanno richiesto una perizia medico-legale indipendente.
martedì, 22 Luglio 2025 - 02:08
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