Femminicidio, il Senato vota sì all’unanimità: in 161 spingono verso il reato autonomo punito con l’ergastolo

Panchina rossa violenza sulle donne
La panchina rossa simbolo della lotta alla violenza contro le donne (foto Kontrolab)

Il tema ha messo tutti d’accordo. Il Senato ha approvato all’unanimità il ddl Femminicidio, segnando così il primo passo all’introduzione di un reato autonomo nel codice penale sanzionato con l’ergastolo: 161 voti favorevoli su 161 presenti. Nessuna astensione, nessun contrario. Un applauso spontaneo è esploso tra i banchi, accompagnato da parole di soddisfazione e consapevolezza. Il disegno di legge, che ora passerà alla Camera, rappresenta un primo ma importante traguardo: il riconoscimento giuridico della violenza di genere come fenomeno strutturale e non più emergenziale.

Un reato definito chiaramente, punito con l’ergastolo

Il cuore della norma è il nuovo reato: «Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo».

La legge stabilisce anche che, in caso di attenuanti che prevalgano sulle aggravanti, la pena non possa scendere sotto i 24 anni; se più attenuanti si sommano, la pena non sarà comunque inferiore ai 15 anni. Viene inoltre abolito il limite dei 45 giorni per le intercettazioni nei casi di reati gravi legati alla violenza sulle donne.

Meloni: «Un segnale importante. L’Italia è tra le prime Nazioni a farlo»

Soddisfatta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito l’approvazione «un risultato di cui essere particolarmente orgogliosi»: «L’Italia è tra le prime Nazioni a percorrere questa strada, che siamo convinti possa contribuire a combattere una piaga intollerabile. Ringrazio tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per aver sostenuto compattamente questa proposta e per aver contribuito a migliorarla. Ora il testo passa alla Camera e mi auguro che l’iter possa concludersi rapidamente».

Schlein: «Un passo avanti, ma serve fare di più»

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha riconosciuto il valore dell’unanimità, sottolineando però che non basta: «Il confronto vero in Parlamento ha portato a un testo migliore, con nuove tutele per gli orfani di femminicidio, la formazione dei magistrati e l’eliminazione del limite alle intercettazioni. Ma l’introduzione del reato non sarà sufficiente. Serve lavorare sulla prevenzione: educazione all’affettività, formazione specifica per forze dell’ordine e autorità giudiziarie».

La Russa: «Unità istituzionale contro una piaga sociale»

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di «un risultato di grande valore», aggiungendo: «Questo voto dimostra come su temi fondamentali le istituzioni sappiano esprimersi con unità e responsabilità, andando oltre l’appartenenza politica. Un segnale molto forte contro una piaga che colpisce profondamente la nostra società».

Le modifiche ottenute in Commissione

Il percorso del ddl non è stato privo di attriti. Il testo originario è stato modificato durante il confronto in Commissione Giustizia: la prima formulazione era giudicata troppo vaga. Grazie al dialogo tra i gruppi parlamentari, è stata introdotta l’esplicita menzione del rifiuto da parte della donna di iniziare o mantenere una relazione affettiva come causa scatenante del delitto. Un passaggio cruciale per rendere il reato più aderente alla realtà. Il campo di applicazione si allarga inoltre anche alle persone che si identificano nel genere femminile, pur non essendo anagraficamente donne.

Più diritti per gli orfani, più strumenti per la giustizia

Altra importante novità riguarda gli orfani di femminicidio, per cui vengono stanziati 10 milioni di euro. Gli aiuti varranno anche per i figli di donne sopravvissute a tentati femminicidi ma gravemente compromesse nelle capacità genitoriali. Aumentano anche le aggravanti per reati collegati: maltrattamenti, stalking, violenza sessuale e revenge porn.

Le critiche dell’opposizione: manca una strategia culturale

Nonostante il voto favorevole, le opposizioni restano critiche su alcuni punti. Pd, Avs e M5s denunciano l’assenza di fondi strutturali per la prevenzione e l’educazione. La senatrice di Alleanza Verdi-Sinistra Ilaria Cucchi ha ricordato in Aula: «Abbiamo depositato una proposta di legge per introdurre l’educazione affettiva e sentimentale nelle scuole. Sarà in calendario dopo la pausa estiva. Non bastano le pene, serve un cambiamento culturale».

mercoledì, 23 Luglio 2025 - 23:01
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