Uccisa e carbonizzata, un ergastolo per l’omicidio di Alice. E a Pisa 50enne uccide la moglie e si suicida

neri alice
La 32enne Alice Neri

Nel giorno in cui il Senato approva all’unanimità il testo che introduce il reato autonomo di femminicidio, punito con la pena dell’ergastolo, la cronaca racconta due storie di violenza sulle donne. Una storia processuale e una di “nera”.

Oggi Mohamed Gaaloul è stato condannato in primo grado per l’omicidio di Alice Neri, la 32enne di Ravarino (Modena) trovata morta nella sua auto, carbonizzata, a Fossa di Concordia nel novembre 2022. La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Assise di Modena (presidente Coster Ester Russo) che ha accolto la richiesta della Procura stabilendo 30 anni di reclusione per il 31enne tunisino. Il verdetto è stato accolto da un lungo applauso dai numerosi presenti in aula e dall’abbraccio in cui si sono stretti la mamma e il fratello di Alice, mentre l’imputato si proclamava, ancora una volta, innocente. «Io sono l’unica che esce perdente da tutto», ha detto la madre di Alice Neri, Patrizia Montorsi, all’uscita dall’aula. «Non la chiamo giustizia, giustizia sarebbe avere qua mia sorella. Questa è l’applicazione della legge», ha detto il fratello, Matteo Marzoli. Non era presente in aula il marito vedovo, Nicholas, che ha revocato la sua costituzione parte civile contro Gaaloul, perché non è certo della sua colpevolezza. «Lui – aveva detto il suo avvocato, l’ex pm Antonio Ingroia – vuole la verità, non una verità qualsiasi».

Madre di una bambina, Alice fu trovata carbonizzata nella sua auto nella notte tra il 17 e il 18 novembre 2022 in uno spiazzo isolato a Concordia sulla Secchia. Gaaloul non era un suo conoscente, ma – come ricostruito – la incontrò la sera del 17 nel bar dove Alice aveva passato la serata con un collega di lavoro. Fu l’ultimo ad averla vista e, per i pm Claudia Natalini e Giuseppe Amara, che hanno coordinato le indagini dei carabinieri, fu lui a ucciderla. Prima le avrebbe inflitto almeno sette coltellate e poi avrebbe provato a sbarazzarsi del cadavere mettendolo nel vano bagagli della stessa auto della vittima e dandovi fuoco. Alice – risultò dalle perizie – aveva tentato di difendersi per sfuggire al suo assassino ed era già morta quando l’autore dell’omicidio diede fuoco al suo corpo. A Gaaloul gli investigatori arrivarono dopo lunghe indagini, con visioni di telecamere, testimoni e diversi interrogatori. Lui nel frattempo aveva fatto perdere le tracce e fu fermato in Francia a dicembre 2022. La Corte tra l’altro lo ha condannato anche a risarcire di un milione di euro la figlioletta di Alice Neri e di 600mila e 200mila euro la madre e il fratello della vittima. I familiari di Alice Neri, che solo pochi giorni fa hanno potuto celebrare il funerale della ragazza dopo il nulla osta alla restituzione della salma, hanno sempre avuto idee diverse sull’accaduto: la madre e il fratello si sono associati alle richieste dei pm modenesi, mentre Ieri, invece, la cronaca ha offerto l’ennesima storia di vita spezzata all’interno del contesto familiare.


Pisa, uccide la moglie e si toglie la vita

Ieri, invece, la cronaca ha offerto l’ennesima storia di vita spezzata all’interno del contesto familiare. A Sant’Ermete, quartiere nella periferia sud di Pisa,  Alessandro Gazzoli, 50 anni, guardia giurata in ferie, ha ucciso con la pistola d’ordinanza la compagna Samantha Del Gratta, che proprio oggi avrebbe compiuto 45 anni. Poi ha rivolto l’arma contro sé stesso. Prima di farlo, però, Gazzoli  ha composto il 112, il numero unico per le emergenze, avvisando l’operatore di quanto era appena accaduto e fornendo l’indirizzo dell’abitazione. Era circa mezzogiorno e mezzo. Poi ha chiuso la comunicazione e si è tolto la vita con un colpo alla testa. La coppia aveva due figli, di 20 e quasi 18 anni, che al momento della tragedia non erano in casa.

Gli investigatori hanno trovato l’abitazione in ordine, senza segni di colluttazione o disordine. L’omicidio sarebbe avvenuto in camera da letto: la donna è stata colpita alla testa, probabilmente mentre dormiva o era sdraiata. L’uomo ha usato la sua pistola calibro 9×21, regolarmente detenuta in quanto guardia particolare giurata. Il movente resta oscuro. Nessuno tra i vicini, ascoltati nelle prime ore, ha segnalato urla o litigi nella giornata di ieri.

Eppure, nel quartiere si parla di tensioni che si sarebbero fatte più frequenti nelle ultime settimane. Alcuni amici raccontano che Gazzoli appariva più cupo e silenzioso del solito. Per anni aveva lavorato come addetto alla sicurezza al Cnr di Pisa, poi aveva proseguito i turni nella vigilanza degli uffici giudiziari cittadini. In quel momento, però, era in ferie. La compagna lavorava come impiegata. Il racconto dei figli sarà fondamentale per ricostruire il contesto familiare, capire se c’erano segnali premonitori e chiarire le motivazioni di un gesto tanto estremo quanto definitivo.

mercoledì, 23 Luglio 2025 - 23:38
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