Domani, giovedì 31 luglio, ci si riproverà. Nella giornata di ieri, martedì 29 luglio, il Parlamento, riunito in seduta comune, non ha espresso – come prevedibile – il successore nel Csm di Rosanna Natoli, eletta in quota Fratelli d’Italia e costretta alle dimissioni da una inchiesta giudiziaria che la vede protagonista. Il voto si è concluso con 363 schede bianche e 15 nulle (nessun astenuto). Era richiesta la maggioranza dei tre quindi dei componenti dell’Assemblea. La “fumata nera” rimanda alla nuova votazione di domani che, secondo le previsioni, dovrebbe concludersi ugualmente con un nulla di fatto: per una eventuale elezione alle seconda votazione è necessaria la maggioranza dei tre quinti dei componenti, mentre dal terzo per l’elezione del nuovo componente del Csm è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti. Una eventuale terza seduta del Parlamento è stata già fissata per il 5 agosto.
Secondo indiscrezioni, l’idea è proprio quella di rimandare la “resa dei conti” del voto alla terza votazione, quando il quorum si è abbassato e il centrodestra farebbe a meno di eventuali accordi con le opposizioni che, invece, sarebbero stati necessari alla prima votazione e lo sono, in egual modo, alla seconda. Il nome su cui punta il centrodestra è quello di Daniele Porena, professore di Diritto costituzionale e pubblico all’Università di Perugia, nonché presidente del Centro studi e alta formazione in materia ambientale. La candidatura sarebbe stata avanzata dal capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami e dal responsabile organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, per conto della premier Giorgia Meloni.
Avvocato, Rosanna Natoli si è dimessa – controvoglia (ha definito la scelta «obbligata e non frutto della mia libera volontà» – lo scorso giugno, dopo essere stata travolta da uno scandalo giudiziario che aveva spinto il Csm a sospenderla e aveva visto la discesa in campo perfino del capo dello Stato Sergio Mattarella, che l’aveva invitata a fare un passo indietro. Lei, vicinissima al presidente del Senato Ignazio La Russa, ha provato a resistere. In pratica Natoli – che faceva parte della sezione disciplinare del Csm – aveva incontrato in privato un giudice catanese, Maria Fascetta Sivillo, che era sotto processo proprio dinanzi alla sezione disciplinare di cui Natoli faceva parte, e le aveva dato dei suggerimenti sulla strategia difensiva, affermando di essersi interessata al suo caso perché «amica degli amici». L’interessamento di Natoli era venuto fuori perché l’avvocato Carlo Taormina, difensore del giudice Fascetto, aveva depositato l’audio di Natoli durante l’udienza disciplinare. Per questa storia Natoli è sotto inchiesta da parte della procura di Roma per rivelazione di segreto d’ufficio.
mercoledì, 30 Luglio 2025 - 10:49
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