L’eco delle parole di don Mimmo Battaglia contro «gli appalti senza scrupoli e il lavoro nero» risuona ancora. Tra ieri e oggi si sono svolti i funerali dei tre operai morti nel terribile incidente al rione Alto a Napoli e don Mimmo Battaglia ha voluto far sentire la sua voce. «Basta agli appalti senza scrupoli! Basta alla piaga devastante del lavoro nero!», ha detto il cardinale in un messaggio che è stato letto in chiesa in occasione dei funerali. Funerali che is sono svolti ieri a Calvizzano, nella chiesa di San Giacomo, per il 62enne Ciro Pierro; e nella chiesa di San Giorgio Maggiore, a Forcella, per il 54enne Vincenzo Del Grosso; mentre oggi a Secondigliano c’è stato l’ultimo saluto a Luigi Romano, 67enne di Arzano.
«Tre uomini, tre lavoratori, tre storie spezzate mentre con dignità guadagnavano il pane per vivere», ha osservato don Battaglia. «Erano in un cantiere, su un mezzo di sollevamento, ma in un attimo è crollato tutto: il cestello, il giorno, i sogni, le promesse. È crollato, ancora una volta, quel patto sacro che dovrebbe tenere insieme lavoro e sicurezza, fatica e dignità», ha aggiunto. Don Mimmo ha poi respinto con forza la lettura fatalistica dell’incidente: «Non possiamo tacere. Non possiamo far finta che si tratti solo di una tragica fatalità. Non è stato il destino. È stata l’assenza delle regole. È stata la mancanza di sicurezza e di controllo, la superficialità di chi doveva proteggere. È stato il silenzio di chi sa e non interviene, è stata la fretta che mette il profitto sopra la vita».
Il grido del cardinale si fa ancora più diretto quando afferma: «Vincenzo, Ciro e Luigi sono stati uccisi da un’ingiustizia che ha nomi e responsabilità». E, ancora: «Chi lavora ha diritto a tornare. A tornare la sera, a tavola, con le mani sporche ma il cuore salvo. A tornare a stringere i figli, a salutare gli amici, a dire ‘ci vediamo domani’». Il suo messaggio si è chiuso con un invito che è anche un monito alla società e alle istituzioni: «Questa morte non deve cadere nel vuoto, ma diventare un grido che sveglia le coscienze, un vento capace di spezzare via l’avidità e l’indifferenza».
Parole che, oggi, don Antonio Scarpato, durante l’omelia ai funerali di Luigi Romano, ha fatto proprie: è in corso «una guerra che non è solo quella che vediamo ai telegiornali ma che è presente anche qui, nei nostri quartieri, con le morti sul lavoro, i femminicidi, i lutti che si potevano evitare». Tutti noi, ha aggiunto, possiamo e dobbiamo fare qualcosa «per fermare questa scia di dolore. Guai a voltarsi dall’altra parte».
Intanto la Procura di Napoli continua le indagini. Sono quattro le persone indagate per omicidio colposo plurimo. Gli ultimi sviluppi riguardano l’accertamento irripetibile disposto sugli elementi tecnici del montacarichi, in particolare perni e bulloni che avrebbero dovuto garantire la tenuta della struttura. L’incidente è avvenuto mentre i tre operai, senza imbragatura, trasportavano sul tetto rotoli bituminosi. Le operazioni di rimozione del montacarichi partiranno sabato, con l’impiego di una gru di grandi dimensioni.
venerdì, 1 Agosto 2025 - 22:29
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