Campania, quelle Covid card finanziate dalla Regione distribuite ai giorni nostri: indagine della Finanza, blitz da Ifel

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Sul centrosinistra in Campania si abbatte una tegola giudiziaria. Si abbatte un’inchiesta che potrebbe diventare ago della bilancia nella battaglia politica tutta interna tra Schlein-De Luca-Conte per il candidato governatore da esprimere alle imminenti elezioni.

La vicenda delle Covid Card della Regione Campania, già oggetto di un procedimento da paerte della Corte dei Conti, si snoda in una nuova pagina: la Guardia di Finanza – sempre su disposizione della magistratura contabile – ha acquisito documentazione dall’Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale partecipato dalla Regione, per fare chiarezza sulla distribuzione delle card ai cittadini avvenuta solo di recente. Già. Le tessere in distribuzione ai giorni nostri sono le stesse tessere che nel 2021 vennero promosse da Vincenzo De Luca come certificazione regionale della vaccinazione contro il Covid, ma che la Corte dei Conti ha già definito «un inutile duplicato del Green Pass nazionale». Per quell’operazione De Luca è stato condannato lo scorso dicembre in primo grado a risarcire un danno erariale da 609mila euro, somma che si aggiunge ai 3 milioni complessivi spesi per l’intera operazione. Una condanna contro la quale la Regione ha già presentato ricorso, rivendicando l’efficacia del modello campano nella gestione della pandemia e la necessità della card per accedere ai servizi.

Ma ora, con un nuovo filone di indagine aperto, la domanda è: perché quelle card, oggi, vengono distribuite? Secondo quanto ricostruito da Repubblica, «la nuova vita delle card è legata a un progetto Pnrr sui servizi digitali, affidato a Ifel». Un’operazione che dovrebbe trasformare le vecchie Covid Card in strumenti di accesso a trasporti, sanità e formazione, come ha spiegato la direttrice dell’Ifel Annapaola Voto: «Le card hanno subito una implementazione, si può accedere a servizi digitali per la sanità, i trasporti, la formazione. Una razionalizzazione della spesa».

Ma non tutti la pensano così. Per Fratelli d’Italia si tratta di una manovra tardiva per coprire un evidente fallimento. «Si tenta maldestramente di riciclare un’iniziativa fallimentare – attacca la deputata Imma Vietri – presentandola oggi come innovazione. La verità è che si cerca solo di coprire uno spreco già censurato dalla Corte dei Conti con una condanna per danno erariale. Quelle tessere furono definite “inutili doppioni del Green Pass” e oggi vengono rilanciate con lo slogan della razionalizzazione della spesa. Ma non si razionalizza nulla, si tenta solo di salvare l’immagine». Vietri sottolinea poi che «la Guardia di Finanza ha già effettuato un accesso presso la sede dell’Ifel, segno che qualcosa non torna e che le indagini sono già in corso. Altro che digitalizzazione: è solo propaganda di facciata su un fallimento annunciato. Basta prese in giro: la Campania merita rispetto, trasparenza e responsabilità nella gestione dei fondi pubblici».

Durissimo anche il commento del senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia: «Dopo la condanna della Corte dei Conti arriva anche la Guardia di Finanza in Regione. De Luca, che si atteggia a grande risanatore della sanità campana, in realtà è l’incarnazione della mala gestio e dell’incapacità». E aggiunge: «Parla di competenze e di ricatti del Governo sull’uscita dal Piano di rientro, ma i suoi dieci anni di guida politica della Regione sono un fallimento totale. Risorse buttate di cui dovrà rispondere personalmente ed un servizio inesistente soprattutto per le fasce deboli. Dieci anni di disastri con la complicità del Pd e la desistenza della finta opposizione dei 5 Stelle».

lunedì, 4 Agosto 2025 - 11:52
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