L’idillio tra il Governo nazionale e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi è già finito? Oppure dal Governo nazionale hanno comunque voluto ricordare al primo cittadino partenopeo che va bene fare fronte comune per mettere Vincenzo De Luca in difficoltà, ma che – alla fine della fiera – si è sempre “rivali”? Certamente sul Teatro San Carlo è esplosa una bomba che potrebbe riflettersi su rapporti istituzionali che sembravano più che buoni e che avevano fatto storcere il naso al governatore della Regione Campania. Quello stesso governatore che adesso si prende, sornione, la sua rivincita, essendo divenuto co-protagonista indispensabile di questa disfatta che ha fatto infuriare, e non poco, Manfredi.
Tutto è accaduto in poco più di 24 ore. Lunedì, 4 agosto, è in programma la riunione del Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro San Carlo per nominare il nuovo sovrintendente e archiviare così una pagina sofferta cominciata con il defenestramento di Stephane Lissner in favore di Carlo Fuortes e il ritorno in sella di Lissner dopo ricorso ai giudici. Quella riunione, però, viene però sconvocata in extremis da Manfredi (presidente della Fondazione del Massimo partenopeo), impegnato a Palazzo Chigi per la Cabina di regia su Bagnoli. Non c’è una data di rinvio. A questo punto accade un evento inatteso. Tre dei cinque consiglieri del Consiglio di indirizzo ignorano l’indicazione di Manfredi, ritenendo la sconvocazione non motivata, e vanno avanti con la selezione, indicando alla guida del San Carlo per il prossimo quinquennio Fulvio Macciardi, 66 anni, milanese, reduce da due mandati consecutivi come sovrintendente del teatro comunale di Bologna. I tre consiglieri che fanno lo sgambetto a Manfredi hanno nomi e cognomi: Gianfranco Nicoletti e Marilù Faraone Mennella, scelti dal Mic, e Riccardo Realfonzo, indicato dalla Regione Campania.
In poche parole c’è stata una convergenza singolare tra pezzi di Governo e De Luca, che certamente non sono sulla stessa lunghezza d’onda, per mettere all’angolo Manfredi, nominando peraltro un professionista gradito al Mic (il nome è stato caldeggiato dal sottosegretario meloniano Gianmarco Mazzi) ma non a Manfredi che avrebbe preferito altri candidati. Tant’è. Manfredi si inalbera e in una scarna nota stampa prova a puntare i piedi, ribadendo che la riunione era stata sconvocata e che «non è stata quindi formalizzata alcuna decisione in merito alla indicazione del nuovo Sovrintendente». Tradotto: per Manfredi quella “votazione” è come non fosse mai avvenuta.
Invece per il ministro della Cultura Alessandro Giuli la votazione è più che valida: 24 ore dopo l’esplosione della bomba, Giuli nomina Fulvio Adamo Macciardi sovrintendente della Fondazione. La comunicazione arriva nella tarda serata di ieri, dopo le 22, quasi a volere ulteriormente turbare i sonni di Manfredi. De Luca si gode il momento: ieri, compulsato dai giornalisti sul voto in Consiglio di indirizzo, ha osservato lapidario: «Sono quattro mesi che il Teatro San Carlo è allo sbando, che altro bisognava aspettare?». Manfredi non parla, ma ha deciso di passare alle vie legali: impugnerà davanti al Tar la nomina di Fulvio Adamo Macciardi. In suo favore sono accorsi anche i revisori dei conti del San Carlo hanno scritto a Giuli, sostenendo che la designazione di Fulvio Macciardi non abbia alcun valore giuridico e amministrativo. Con il sindaco pure pezzi di Pd e Movimento 5 Stelle i quali, prima ancora della decisione “notturna” di Giuli, avevano parlato di «disprezzo delle regole» e avevano chiesto di rinunciare a forzature politiche sulle sorti del San Carlo.
mercoledì, 6 Agosto 2025 - 07:30
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