Nel carcere di Poggioreale rinasce il cortile per detenuti nel padiglione Livorno: più sport, socialità e dignità

di maga

Un cortile completamente riqualificato, dotato di palestra, campetto sportivo, area relax e spazio per la socialità: è questo il cuore del progetto inaugurato ieri, giovedì 7 agosto, nel padiglione “Livorno” della Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale, grazie a un investimento di 70mila euro sostenuto dalla Cassa delle Ammende.

La trasformazione restituisce dignità architettonica e finalità rieducativa a uno spazio a lungo abbandonato, offrendo ai detenuti luoghi adeguati per il movimento, l’incontro e il benessere psico-fisico. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Il carcere nella città, la città nel carcere”, avviato nel 2016 dall’associazione Il Carcere Possibile Onlus, con il sostegno dell’Amministrazione penitenziaria e il contributo della onlus Made in Heart, con l’obiettivo di rinnovare i cortili carcerari per renderli ambienti di crescita e socializzazione.

La visita del Capo del Dap: «Segnale concreto di attenzione»

A inaugurare ufficialmente lo spazio è stato il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, che ha scelto Napoli come tappa del suo tour istituzionale, dopo Lazio e Abruzzo.

Dopo il simbolico taglio del nastro, De Michele ha visitato diversi reparti dell’istituto, incluso quello dei nuovi giunti, partecipando attivamente alla giornata e pranzando con i detenuti nella pizzeria interna, una delle numerose attività trattamentali attive a Poggioreale. «La sua presenza è un segnale forte – ha detto Lucia Castellano, Provveditrice regionale – perché conferma la volontà dell’Amministrazione di essere presente nei luoghi più complessi, non solo per i detenuti ma anche per il personale che vi opera quotidianamente con serietà e sacrificio».

Una realtà viva tra criticità e buone prassi

«Poggioreale è uno degli istituti più affollati d’Europa, con oltre duemila detenuti – ha ricordato la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli – ma è anche una realtà viva, dove si sviluppano percorsi di riscatto, cultura e lavoro». Tra le esperienze più significative, Covelli ha citato: “Evasioni Creative”, il progetto dell’artista Lello Esposito, che offre ai detenuti uno spazio espressivo libero e simbolico; “Parole in libertà”, in collaborazione con Il Mattino, che dà voce ai detenuti attraverso la scrittura e la pubblicazione su una testata nazionale; “Valiamo la pena”, ciclo di incontri con l’Università Federico II, dove il pensiero diventa strumento di trasformazione e dialogo con il mondo esterno; La pizzeria interna, nata come esperimento formativo, oggi realtà lavorativa che promuove il reinserimento sociale; il protocollo con il Comune di Procida, per il recupero dell’archivio storico, che unisce tutela della memoria e formazione.

In aggiunta, la presidente della Corte d’Appello di Napoli ha sottolineato l’importanza del protocollo firmato tra Corte d’Appello, Tribunale di Napoli, UIEPE Campania e Regione Campania per favorire i lavori di pubblica utilità (LPU), anche per gli imputati coinvolti in percorsi di messa alla prova.

Un modello da replicare

La riqualificazione del cortile Livorno rappresenta un modello virtuoso di collaborazione interistituzionale, che unisce finalità architettoniche, educative e sociali. Come sottolineato dal direttore del carcere Stefano Martone e dalla Provveditrice Castellano, si punta ora a replicare l’iniziativa anche in altri padiglioni o istituti del territorio. A concludere, la presidente Covelli ha voluto ringraziare «tutte le figure coinvolte, dal direttore Martone alla Provveditrice Castellano, dai Garanti dei detenuti Don Tonino Palmese e Samuele Ciambriello, alla Polizia penitenziaria, agli educatori, ai volontari, alle associazioni e alle Università. Solo con un impegno corale è possibile trasformare i luoghi di pena in spazi di opportunità».

venerdì, 8 Agosto 2025 - 10:14
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