Maxi-incendio sul Vesuvio, fronte di fuoco di 2 chilometri: arriva l’Esercito. Sindaco Madonna: «Sarà un disastro»

L'incendio sul Vesuvio
di Laura Nazzari

La Regione Campania ha chiesto e ottenuto l’invio dell’Esercito, che ha comunicato alla prefettura di Napoli la disponibilità oltre che di uomini, di tre autobotti da 8.000 litri. È diventata più che critica la situazione sul Vesuvio, nel versante tra Terzigno e Pompei, dove da quattro giorni le fiamme si sono fatte strada bruciando la vegetazione. L’odore di bruciato si sente a chilometri di distanza, le fiamme vive del fuoco sono visibili da lontano. Quel che appare a occhio nudo è un fuoco di “lava”. Uno scenario impressionante, che ha sollevato l’ira di cittadini perché – dicono – nei primi giorni dell’incendio nessuno è intervenuto, lasciando che la situazione divenisse drammatica. Il fronte di incendio in corso nel Parco Nazionale del Vesuvio è stimato in due chilometri e le fiamme hanno già divorato duecento ettari di vegetazione. Le fiamme si estendono da Terzigno alla riserva Tirone Alto Vesuvio, quindi dalla parte interna del Monte Somma e poi lungo il versante Boschese. La situazione più grave è nella riserva, sulla quale sono stati dirottati la maggioranza dei Canadair a disposizione. L’unica buona notizia è che – come reso noto dai vigili del fuoco – «nessuna persona o abitazione sia stata coinvolta».

Gioacchino Madonna, sindaco di Massa di Somma (Napoli) e presidente della Comunità dei sindaci del Parco Nazionale del Vesuvio, accusa: «Le origini dolose o l’imperizia di qualcuno sono sicuramente al primo posto nelle ipotesi sulle cause – ha commentato -. Poi le autorità giudiziarie dovranno accertare eventuali responsabilità, anche attraverso il sistema di videosorveglianza attivo nel Parco». «Speriamo solo – ha proseguito Madonna – che l’incendio si possa domare nel più breve tempo possibile, le immagini che vediamo lasciano presagire un disastro anche in tema di biodiversità. Tutta la macchina istituzionale si è attivata in maniera importante».

La Regione Campania ha messo in campo un imponente dispositivo con 100 uomini impegnati a terra e 8 mezzi aerei, tra elicotteri e Canadair, per fronteggiare il rogo. Nel frattempo la Protezione Civile della Regione Campania ha provveduto a richiedere, all’interno del Centro Coordinamento Soccorsi in Prefettura, l’invio dell’Esercito per supportare le attività relative al presidio delle strade e alla realizzazione di piste di accesso nonché al rifornimento di acqua con le autobotti. Al momento, il Dipartimento Nazionale ha inviato altri due Canadair della flotta di Stato, che si sono aggiunti ai 4 già presenti e ai 4 elicotteri regionali. A rendere ancora più complessa la gestione della situazione, le condizioni meteo sfavorevoli per l’aumento delle temperature: il Centro Funzionale della Regione ha infatti emanato un avviso per ondate di calore.
Arrivano, intanto, le prime reazioni dal mondo politico.

Caramiello (M5S): «Drammatica escalation, governo intervenga subito»

«Ciò che sta accadendo in queste ore sul Vesuvio è drammatico e necessita di un intervento immediato del governo, che deve stanziare risorse per mettere in sicurezza le aree colpite e ristorare le aziende vitivinicole e agricole distrutte», afferma Alessandro Caramiello, capogruppo M5S in commissione Agricoltura alla Camera.
Caramiello parla di una «drammatica escalation» che investe ambiente, salute pubblica e sviluppo turistico, e critica la gestione dell’emergenza: «Mi chiedo come mai, a quattro giorni dallo scoppio dell’incendio, non siano stati impiegati mezzi e risorse in modo più tempestivo».
Il deputato propone «un intervento rapido, strutturale e coordinato» per proteggere la popolazione e preservare il patrimonio naturale, potenziando videosorveglianza e presidi delle forze dell’ordine, soprattutto in estate, e contrastando le discariche abusive «che possono agire da detonatori». Chiede infine di «accertare la matrice dolosa» e di istituire una cabina di regia permanente governo–regione per coordinare interventi, risorse e controlli.

Buonajuto (Anci): «Comuni lasciati soli, servono fondi e uomini»

Il vicepresidente Anci ed ex sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, parla di «immagine scioccante» e ringrazia «tutto il personale impegnato da giorni nello spegnimento». Denuncia che «i comuni non possono essere lasciati soli» e chiede «un serio piano di prevenzione» con fondi dedicati, più uomini e mezzi: «Oggi possiamo contare solo su polizia municipale e protezione civile, spesso sotto organico. Gestire territori così vasti con così poche risorse è quasi impossibile».

Mazzella (M5S): «Assenza di prevenzione inaccettabile»

Per Orfeo Mazzella, senatore M5S e vicepresidente commissione Affari sociali, l’immagine del Vesuvio in fiamme «non è solo una bomba ambientale e sanitaria, ma il simbolo dell’incredibile assenza di prevenzione».
Invoca investimenti in sistemi avanzati di monitoraggio – sensori, droni, immagini satellitari – per rilevare incendi nelle fasi iniziali, bonifica immediata delle discariche abusive e tagli selettivi per ridurre il combustibile vegetale. «Serve coinvolgere le popolazioni in esercitazioni periodiche e rafforzare la collaborazione tra governo, regione, enti locali, parco e protezione civile», aggiunge.

Borrelli (Avs): «Estate drammatica per i roghi»

Il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, ricorda che l’incendio del Vesuvio «è solo l’ultimo episodio di un’estate drammatica per la Campania», già colpita da decine di roghi.
Chiede «la convocazione immediata di un tavolo nazionale» e un piano straordinario di prevenzione con «più risorse, più mezzi, soprattutto aerei, oggi del tutto insufficienti». «Ogni giorno perso – avverte – significa ettari di vegetazione in fumo e danni irreparabili alla salute pubblica».

Aloisio (M5S): «Basta gestione emergenziale, serve piano preventivo»

Vincenza Aloisio, senatrice M5S, segnala che dall’inizio dell’estate la Campania ha registrato «oltre 1.060 incendi e 2.568 ettari bruciati». Chiede tavoli di coordinamento permanenti, revisione del sistema sanzionatorio per atti dolosi e un rafforzamento della dotazione di mezzi aerei per i parchi nazionali.
«È il momento – conclude – di passare dalla gestione emergenziale a una gestione preventiva, nell’interesse della protezione ambientale e della salute dei cittadini».

sabato, 9 Agosto 2025 - 13:44
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