Sul Vesuvio le fiamme si sono finalmente arrestate e le immagini satellitari confermano: nessun focolaio attivo. È quanto comunicato ieri sera dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, dopo il tavolo di coordinamento in Prefettura delle 18.30. Restano sul posto alcuni mezzi dell’Esercito e continuano le operazioni di bonifica, che proseguiranno nei prossimi due giorni. Permane l’interdizione ai principali accessi del Parco fino a domani, con un’eventuale revisione delle restrizioni nel pomeriggio.
Intanto, sul fronte giudiziario, si allargano le indagini: ora sono due le Procure della provincia di Napoli a occuparsi del rogo. Al fascicolo aperto dalla Procura di Nola, competente per Terzigno, si è aggiunto quello della Procura di Torre Annunziata, che indaga sulle fiamme arrivate a Torre del Greco e Trecase. L’ipotesi di partenza è quella di un incendio doloso o frutto di grave incoscienza, come l’accensione di fuochi su sterpaglie o rifiuti. Al momento, però, «non sono stati raccolti elementi di prova», sottolineano gli inquirenti. Sul caso è al lavoro anche una task force investigativa dei carabinieri.
Il presidente dell’Ente Parco, Raffaele De Luca, fa il punto: «Prosegue l’attività di bonifica sul campo nelle aree del Vesuvio interessate dagli incendi. C’è ancora un Canadair e due elicotteri che sorvolano per qualche piccolo focolaio ancora presente. Se si continua così, tra oggi e domani potremmo mettere la parola fine a questa brutta storia».
Dal Friuli Venezia Giulia arriva il riconoscimento per l’impegno di squadra. L’assessore regionale alla Protezione Civile, Riccardo Riccardi, ha lodato la collaborazione:
«Anche in questa occasione la Regione ha dato dimostrazione non solo di solidarietà verso un territorio colpito dall’emergenza, ma anche di efficienza e professionalità nell’attivare tutte le azioni finalizzate allo spegnimento degli incendi nell’area vesuviana».
Sul fronte agricolo, l’assessore campano all’Agricoltura Nicola Caputo rassicura: «Grazie all’immediato intervento delle squadre antincendio, le colture agricole e i vigneti del Lacryma Christi del Vesuvio sono stati in gran parte salvaguardati: solo l’1% dei 260 ettari di vigne risulta colpito dal fuoco».
Il presidente del Consorzio di Tutela Vini del Vesuvio, Ciro Giordano, parla di un rischio scampato: «Abbiamo temuto il peggio per le nostre vigne, ma l’intervento coordinato dei volontari e della Protezione Civile ha protetto un patrimonio agricolo e culturale di valore assoluto».
Dello stesso avviso Cristina Leardi, presidente del Consorzio del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, che conferma l’assenza di danni significativi alle coltivazioni.
Le istituzioni si preparano ora alla fase due: prevenzione, ripristino e sostegno alle aziende agricole danneggiate. La Regione Campania attiverà una cabina di regia con Comuni, Parco, Città Metropolitana e SMA Campania per pianificare: monitoraggi costanti, fasce parafuoco, mappature dei rischi idrogeologici, bonifiche, ripristino della vegetazione e misure di ristoro economico. «Il Vesuvio è un simbolo identitario, un patrimonio naturale, agricolo e culturale da difendere con ogni mezzo», conclude Caputo.
mercoledì, 13 Agosto 2025 - 15:41
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