Il 2025 segna un’altra pagina drammatica per il sistema penitenziario italiano: i numeri del nuovo report sui suicidi in carcere confermano un’emergenza cronica, mentre due nuovi episodi – la morte di un 17enne nel carcere minorile di Treviso e il suicidio di Stefano Argentino, l’assassino di Sara Campanella – aggravano un bilancio già pesantissimo. Tre storie diverse, unite da un filo comune: la fragilità del sistema e la mancata tutela della vita dei detenuti.
I dati del report: 46 suicidi nei primi sette mesi
Secondo l’ultimo report del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà, dall’inizio del 2025 si sono tolti la vita 46 detenuti, pari al 31,5% delle 146 morti registrate in cella. Una «situazione preoccupante» soprattutto se letta esaminando nel complesso gli ultimi 4 anni: 294 suicidi totali, con una media di 73,5 casi l’anno. Il picco nel 2022 con 84 suicidi, pari a un +42% rispetto al 2021.
Il 47,8% delle vittime è straniero, nonostante gli stranieri rappresentino solo il 31,56% della popolazione carceraria. L’età media è di 42 anni, ma preoccupano i 22 suicidi sotto i 39 anni. Tra i 46 casi, 24 erano condannati in via definitiva e 17 in attesa di giudizio.
Treviso: un 17enne si toglie la vita in carcere minorile
Il 13 agosto è morto in ospedale il più giovane detenuto suicida del 2025: un 17enne tunisino, arrestato poche ore prima a Vicenza per rapina e danneggiamenti. Nella notte tra domenica e lunedì aveva tentato di impiccarsi nella sua cella usando i jeans.
Soccorso in extremis e ricoverato in condizioni disperate, non si è mai ripreso.
Per Susanna Marietti di Antigone, si tratta di «un dramma che testimonia la crisi della giustizia minorile», aggravata da sovraffollamento e politiche punitive. La deputata Debora Serracchiani (PD) ha definito il fenomeno «una strage» e ha respinto ogni minimizzazione: «Oltre cinquanta morti ad oggi sono una strage».
Messina: il femminicida di Sara Campanella trovato senza vita
Il 6 agosto, nel carcere di Gazzi a Messina, è stato trovato morto Stefano Argentino, 27 anni, reo confesso dell’omicidio della collega universitaria Sara Campanella, 22 anni. Si sarebbe impiccato in cella, dove si trovava con altri detenuti dopo che la sorveglianza speciale era stata revocata quindici giorni prima per miglioramenti nelle sue condizioni psicologiche.
L’autopsia ha confermato la morte per asfissia. La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta con ipotesi di omissioni in atti d’ufficio e morte come conseguenza di altro reato. Sono sette gli indagati. L’avvocata della famiglia Campanella, Concetta La Torre, ha commentato: «Ha deciso lui le sorti di due famiglie. È un colpo molto doloroso».
giovedì, 14 Agosto 2025 - 09:31
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