Focolaio di botulino a Diamante: l’autopsia su 2 vittime conferma l’intossicazione, 10 indagati. Sequestri in tutta Italia

tamara d'acunto e luigi di sarno botulino
Tamara D'Acunto e Luigi Di Sarno
di Lisa Simeone

L’emergenza sanitaria innescata a Diamante dal focolaio di botulino continua a tenere alta la tensione. Due vittime, dieci indagati, ospedali ancora impegnati nella cura dei ricoverati, e un’ondata di controlli straordinari in tutta Italia. Nelle ultime ore l’Asp di Cosenza ha diffuso l’ottavo bollettino, aggiornato al 14 agosto, confermando dimissioni e miglioramenti ma anche la persistenza di casi gravi. Parallelamente, le indagini della Procura di Paola puntano a ricostruire ogni passaggio, mentre i carabinieri del Nas intensificano le verifiche da Nord a Sud, con sequestri record.

Situazione clinica: migliorano alcuni pazienti, ma resta l’emergenza

Nella giornata di ieri, 14 agosto, «sono dimessi al domicilio 3 pazienti: 1 ricoverato in Area medica e 2 ricoverati in Pediatria. Trasferito un paziente dalla Terapia intensiva al reparto di Medicina. Per quanto riguarda i ricoveri sono 9 in tutto: 2 in Terapia intensiva; 1 in Pediatria; 6 nei reparti di Area Medica». È il quadro ufficiale fornito dall’Asp di Cosenza. I casi sono tutti collegati al consumo di panini con salsiccia e friarielli serviti da un food truck sul lungomare di Diamante, consumo che ha portato al decesso di due persone, Luigi Di Sarno di Cercola, e Tamara D’Acunto di Diamante.

Le autopsie: confermata l’intossicazione

I due sono deceduti a causa dell’intossicazione da botulino. Proprio nelle scorse ore, infatti, si è svolta l’autopsia sui corpi di Tamara D’Acunto e Luigi Di Sarno, e le prime risultanze hanno confermato senza dubbi l’intossicazione. In entrambi i casi è stato rilevato un indice di asfissia compatibile con l’avvelenamento, oltre a tracce di cime di rapa, ora sotto ulteriori analisi. Le autopsie sono state eseguite dal pool di esperti dell’Università Magna Grecia di Catanzaro e dal centro nazionale di riferimento per il botulismo dell’Istituto superiore di sanità.

L’inchiesta: dieci indagati, ipotesi gravi

Per la morte di D’Acunto e Di Sarno la procura della Repubblica di Paola ha iscritto dieci persone nel registro degli indagati: l’ambulante titolare del food truck, tre responsabili delle ditte produttrici degli alimenti sospetti e sei medici di strutture sanitarie del cosentino che hanno avuto in cura le vittime. I reati ipotizzati sono, a vario titolo, omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. Il procuratore Domenico Fiordalisi ha avanzato l’ipotesi di una contaminazione diffusa causata dall’uso di un unico attrezzo da cucina per alimenti diversi: «Altrimenti non si spiega l’effetto domino su tutti i cibi presenti nel food truck».

La difesa dell’ambulante

La tesi della Procura è contestata dall’avvocato Francesco Liserre, difensore del commerciante: «I prodotti in vendita nel truck food del mio assistito non stavano esposti al sole e aperti ma erano conservati in frigo e aperti all’occorrenza. Il mio assistito è devastato psicologicamente. È convinto che la contaminazione fosse già nei prodotti».

Dolore e rabbia a Napoli

Ai funerali di Luigi Di Sarno, celebrati nella chiesa del Santissimo Rosario a Poggioreale, parenti e amici hanno espresso indignazione: «Non si può morire nel 2025 per un panino – hanno detto – perché i medici non hanno capito che i sintomi erano riconducibili proprio all’avvelenamento da botulino?».

Controlli a tappeto: sequestri record

Dopo i casi di Diamante e di Monserrato in Sardegna, i carabinieri del Nas hanno intensificato le verifiche su food truck, sagre e street food. Solo a Ventotene, nell’ambito della campagna “Estate Tranquilla 2025”, sono state ispezionate 16 attività: 12 presentavano irregolarità. Sequestrati 180 vasetti di conserve e oltre 100 chili di alimenti privi di etichette e tracciabilità, per un valore di 2.500 euro. «Questa condizione – spiegano i Carabinieri – espone al rischio concreto di contaminazione da Clostridium botulinum, batterio responsabile del botulismo».

I dati nazionali mostrano un’impennata: dal primo gennaio al 12 agosto 2025 sono stati effettuati 86 controlli mirati sul cibo di strada, quasi la metà non conformi; 10 strutture sequestrate, 778 chili di alimenti e 120 litri di liquidi sottratti dal commercio, per un valore di quasi 20.000 euro. Il totale dei sequestri, tra strutture, alimenti e attrezzature, ha raggiunto 608.170 euro.

Un problema radicato

Secondo l’Istituto superiore di sanità, dal 2001 al 2024 in Italia si sono registrati 1.276 casi di botulismo segnalati (574 confermati in laboratorio), con un tasso tra i più alti d’Europa a causa della tradizione di conserve casalinghe. «Soprattutto nel Sud – osserva Fabrizio Anniballi, responsabile del Centro di riferimento botulino dell’Iss – resta un problema di salute pubblica».

venerdì, 15 Agosto 2025 - 16:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA