Carcere di Poggioreale violato: a Napoli evasi 2 detenuti, in fuga dopo il buco nel muro della cella

Carcere Poggioreale
Il carcere di Poggioreale
di Lisa Simeone

Due evasioni in 36 ore mettono a nudo la fragilità del sistema carcerario italiano. Domenica scorsa, la fuga di un marocchino di 30 anni e di un tunisino di 19 dal penitenziario di Bolzano, sfruttando un’impalcatura. Poi, nella notte, l’evasione dal carcere di Poggioreale, a Napoli, di un siriano di 23 anni e di un algerino di 32, entrambi detenuti per rapina, riusciti a scappare praticando un foro nel muro e calandosi con una corda rudimentale. L’algerino Souki Mahrez (di 32 anni) e il siriano Kazem Mohmed Elokla (di 23 anni) sono scappati con un metodo semplice: hanno praticato un foro nel muro della cella per raggiungere l’esterno, poi si sono calati fuori dal muro di cinta della struttura servendosi di una corda rudimentale. A Poggioreale si sono precipitate tutte le forze dell’ordine, coordinate dal provveditore delle carceri campane, Lucia Castellano, proprio come accadde nel 2019 quando nello stesso penitenziario si registrò un’altra clamorosa evasione. Il siriano è stato arrestato qualche ora dopo, nella serata è stato catturato a Mondragone anche l’algerino. Un po’ come è accaduto a Bolzano dove uno dei due evasi è stato rintracciato e arrestato poche ore dopo la fuga. Due episodi ravvicinati che non appaiono casi isolati, ma segnali allarmanti di un sistema ormai al collasso.

L’allarme dei sindacati

La Confederazione Sindacale Penitenziaria (ConSiPe) ha parlato di evasione avvenuta «tra le ore 3 e 4 del mattino, favorita dall’oscurità» e, come ha sottolineato il vicepresidente Luigi Castaldo, «dalla cronica carenza di personale in servizio nel periodo estivo». Una circostanza che per il sindacalista è «l’ennesima drammatica conferma del totale degrado in cui versano le carceri italiane».

Durissimo anche Vincenzo Santoriello, dirigente nazionale ConSiPe, che definisce l’accaduto «una ferita profondissima». «Poggioreale, che per decenni è stata considerata una fortezza da cui era impensabile evadere, oggi diventa il simbolo del crollo dell’intero sistema penitenziario», ha avvertito.

Castaldo, in chiusura, rilancia l’appello: «La Polizia Penitenziaria non può più essere lasciata sola. È indispensabile che Ministero della Giustizia e Dap assumano finalmente le proprie responsabilità».

“Carenza cronica di organico”

Orlando Scocca, segretario regionale Si.N.A.P.Pe Campania, ha ricostruito l’accaduto ribadendo che l’evasione si è verificata «approfittando del favore del buio e della ridotta presenza di personale». Poi l’affondo: «Da anni gli organici della Polizia Penitenziaria risultano insufficienti, con una carenza media che sfiora il 30% rispetto al fabbisogno reale».

Anche il segretario generale nazionale del sindacato, Roberto Santini, non usa mezzi termini: «L’evasione di Poggioreale rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme. È ormai evidente che il sistema penitenziario necessita di una riforma complessiva». Santini ha aggiunto che «la Polizia Penitenziaria conta poco più di 36mila unità, a fronte di un fabbisogno di circa 42mila: una differenza che non può più ricadere su chi già lavora sotto organico».

“Un sistema al collasso”

Dall’Osapp, il segretario generale Leo Beneduci ha denunciato che l’evento «è più che mai significativo delle condizioni in cui versa la stragrande maggioranza degli istituti penitenziari italiani». «Anche senza il periodo estivo – ha rimarcato – la carenza di organico è mediamente del 30%, con una progressiva e oggi incolmabile perdita dei requisiti di sicurezza».

Beneduci ha attaccato anche le istituzioni: «Abbiamo denunciato vanamente presso il ministero le continue aggressioni da parte della popolazione detenuta, lo svilimento del ruolo del personale e la disaffezione verso il lavoro». E conclude: «È ora che ci si renda conto del disastro delle carceri, al di là degli slogan elettorali».

Sovraffollamento record

La Uilpa Polizia Penitenziaria, per voce del segretario generale Gennarino De Fazio, ha fornito numeri impressionanti: «A Poggioreale sono ammassati 2.114 detenuti a fronte di 1.332 posti disponibili, con un surplus del 159%, mentre gli agenti assegnati sono appena 660, quasi la metà rispetto al fabbisogno di 1.228».

Secondo De Fazio, la situazione è insostenibile: «A livello nazionale sono 16mila i detenuti oltre i posti disponibili e 18mila gli agenti mancanti. Noi lo ripetiamo: servono immediate misure per deflazionare la densità detentiva, potenziare gli organici e avviare riforme complessive».

Il precedente a Poggioreale

L’evasione di oggi a Poggioreale è la seconda che si registra nel penitenziario nell’arco di sei anni. Il 25 agosto del 2019 il detenuto polacco Robert Lisowski, condannato a 30 anni per omicidio, evase servendosi di una corda fatta di lenzuola. Fu arrestato poco dopo dalla Squadra Mobile: gli agenti lo trovarono nei pressi del carcere; Lisowski era claudicante e sofferente, si era provocato una frattura calandosi dal muro di cinta della casa circondariale.

martedì, 19 Agosto 2025 - 10:28
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