Campania, il grande baratto nel Pd: Fico candidato governatore, De Luca jr alla segretaria. Picierno insorge, Calenda pure

Roberto Fico (foto Kontrolab)
di Marco Cesario

L’accordo è fatto, manca solo l’ufficialità. Questione di giorni, dicono i bene informati. Nel centrosinistra la campagna elettorale può cominciare, anche se i mal di pancia non mancano e alcuni partiti rischiano l’implosione. Roberto Fico, esponente del Movimento 5 Stelle, sarà il candidato governatore in Campania per il “campo largo”, trainato da grillini e Pd, e – come contropartita – all’uscente Vincenzo De Luca viene garantito (tra le altre cose) la designazione del figlio Piero De Luca alla segretaria regionale del Pd. Lo scambio pare essere stato assicurato a seguito della riunione tenutasi ieri fra gli esponenti campani della segreteria nazionale, Marco Sarracino e Sandro Ruotolo con la leader dem Elly Schlein: i primi hanno sempre fatto la guerra a De Luca, dichiarandosi apertamente contro l’ipotesi del terzo mandato allo “sceriffo” (prima che la Corte costituzionale mettesse De Luca fuori dai giochi) e poi manifestando apertamente la loro contrarierà alla nomina di De Luca jr a segretario del partito in Campania. E inizialmente Elly Schlein sembrava pure essere dalla loro parte (sul “no” terzo mandato è stata irremovibile).

Poi però la segretaria nazionale del Pd ha capito che qualcosa bisogna concedere a De Luca per salvare pacchetti di “consensi” e dunque la corsa elettorale. Così si arriva al compromesso che però all’interno del Pd non piace quasi a nessuno, anche se in pochi lo ammettono. Tra quelli che hanno il coraggio di criticare apertamente le scelte dei vertici, facendosi portavoce di un malcontento che da mesi attraversa la base napoletana e campana dei dem, c’è Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e “interprete” dell’area riformista del partito, una di quelle più oppositive a Elly Shclein. «Pongo alcune domande semplici alla mia comunità politica: dopo anni di commissariamento, è dignitoso che il congresso regionale della Campania diventi solo moneta di scambio per accordi decisi altrove? È rispettoso della comunità democratica, degli iscritti, dei circoli, degli elettori quello che sta accadendo?», domanda la politica casertana. «Apprendiamo da notizie stampa di riunioni tra pochi, ridotti ormai ad una gestione privata, oligarchica del partito democratico che mi lascia basita – aggiunge -. Dovremmo celebrare un congresso regionale in un mese con nessuna discussione, con una contrazione delle regole statutarie senza precedenti, e Caserta invece, sempre dalle vaghe notizie che si apprendono, rimarrebbe commissariata perché fa comodo così – e senza una ragione che sia una- a giustificare questo abuso. E questo sarebbe il nuovo Pd?».

Critiche a parte, nessuno del Pd – questa è la sensazione – si renderà protagonista di qualche seria e forte azione di dissociazione. Tutti resteranno al proprio posto. Lo scossone però potrebbe arrivare a sorpresa dall’elettorato, già destabilizzato da questo baratto politico che mina la credibilità del partito.

Qualcosa, invece, accadrà sicuramente in Azione. Carlo Calenda lo aveva già detto mesi fa che non avrebbe mai fatto parte di un campo largo che includesse il Movimento 5 Stelle, ma in Campania i “suoi” consiglieri regionali hanno sempre evitato di esporsi sul punto. Si è preso tempo, forse nella speranza che Calenda cambiasse idea. Il tempo, però, è scaduto e Calenda – alla notizia dell’ormi certa candidatura di Fico – è tornato a ribadire la sua posizione: «Azione non c’è. Io prima di mettere la Campania in mano a Fico mi taglio le mani. Non ha mai avuto nessuna responsabilità gestionale, tranne quella di aver preso l’autobus da primo giorno da presidente della Camera, poi era con la scorta. Ci sono dei consiglieri regionali che lo supportano, li perderò: io non lo supporto», ha detto il leader di Azione Carlo Calenda intervenendo al Caffè della Versiliana. Se il partito si chiama fuori dal “campo largo” e probabilmente proprio dalla campagna elettorale (Calenda non ha chiarito se Azione ci sarà, magari con il centrodestra), non è chiaro quale sarà il destino dei suoi consiglieri regionali. L’ipotesi più probabile è che alcuni potrebbero trovare casa in una delle liste civiche che De Luca metterà in piedi e che saranno a lui direttamente riferibili: in questo caso le porte non saranno aperte a tutti, ma a quelli che maggiormente hanno sposato la causa di De Luca e che portano in dato il maggior numero di voti. Allo “sceriffo”, infatti, interessa mettere in piedi liste competitive, allo scopo di far pesare i consensi nelle urne al tavolo delle trattative in caso di vittoria del centrosinistra. Sarà della partita Italia Viva: Renzi aveva già confermato il sostegno a Roberto Fico.

mercoledì, 27 Agosto 2025 - 01:23
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