Per anni i buoni pasto hanno rappresentato un’arma a doppio taglio: un vantaggio per i lavoratori che li ricevono, ma un fardello pesante per chi li accetta. Molti bar, ristoranti e supermercati hanno finito per dire “basta” ai ticket non tanto per il valore in sé, quanto per le commissioni da versare alle società emittenti, in certi casi vicine al 20%: un colpo durissimo ai margini già ridotti degli esercenti.
Dal 1° settembre 2025 la musica cambia: entra in vigore il tetto massimo del 5% sulle commissioni applicate dalle società che emettono i buoni pasto. Una novità che promette di riequilibrare un mercato diventato insostenibile per molti operatori.
Come funziona il nuovo limite
La norma che introduce il tetto è contenuta nell’articolo 36 del Ddl Concorrenza, approvato a fine 2024. In pratica, si estende al settore privato una regola che già dal 2023 valeva per il pubblico impiego.
Cosa significa?
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Per i lavoratori non cambia nulla: il valore del ticket resta lo stesso.
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Per gli esercenti cambia molto: non potranno più ritrovarsi a pagare commissioni esorbitanti per incassare i buoni.
Il limite del 5% scatterà subito per i nuovi contratti sottoscritti da settembre, mentre per quelli già in vigore si continuerà con le vecchie condizioni fino al 31 dicembre 2025. Dal 1° gennaio 2026 tutti dovranno adeguarsi.
Un mercato enorme
Il giro d’affari non è marginale: i buoni pasto coinvolgono 3,5 milioni di lavoratori e circa 170mila esercizi convenzionati, dai ristoranti ai supermercati. Le aziende che li distribuiscono ai dipendenti sono circa 100mila, mentre i player che li emettono in Italia sono principalmente tre: Edenred, Sodexo e Day.
I ticket non sono solo un benefit per mangiare fuori, ma un vero strumento di welfare aziendale, visto che possono essere usati anche per fare la spesa.
Quanto si risparmia davvero
Secondo Fiepet Confesercenti, l’impatto potrebbe essere enorme: «Con il tetto al 5% gli esercenti risparmieranno complessivamente fino a 400 milioni di euro l’anno», spiega il presidente Giancarlo Banchieri. Una boccata d’ossigeno per bar e ristoranti, che in questi anni hanno visto i margini ridursi drasticamente.
Cosa aspettarsi
Il limite al 5% non azzera i problemi, ma cambia le regole del gioco. I lavoratori continueranno a utilizzare i buoni senza variazioni, mentre le società emittenti dovranno rivedere i loro margini di guadagno.
In sostanza, dal 1° settembre parte un test importante: rendere i buoni pasto più convenienti per chi li accetta, senza penalizzare chi li utilizza.
giovedì, 28 Agosto 2025 - 16:32
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