Decibel Bellini non è più lo speaker del Napoli, il club lo congeda e sceglie la società di Geolier

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Decibel Bellini

Per quindici anni la sua voce è stata colonna sonora di gioie, speranze, esultanze e anche di qualche lacrima. Ora, il Napoli e Daniele “Decibel” Bellini si separano ufficialmente. Lo speaker che dal 2010 scandiva i nomi dei calciatori al Maradona, accompagnando la città nel viaggio dal sogno allo scudetto, non sarà più la voce delle notti azzurre.Al suo posto, il club ha annunciato una nuova era: l’intrattenimento musicale delle gare casalinghe sarà affidato alla Golden Boys, la società fondata da Geolier insieme al fratello Gaetano Palumbo.

In una nota, la SSC Napoli ha spiegato che la Golden Boys curerà «la direzione artistica del matchday azzurro: dal dj set all’organizzazione del palinsesto musicale completo». Una scelta che porta il mondo musicale napoletano dentro lo stadio, con la promessa di rendere ogni partita anche un evento.

Il debutto della nuova formula è fissato per sabato 30 agosto, nella sfida casalinga contro il Cagliari: in consolle ci sarà il dj resident Enrico Maria, mentre a scandire i nomi dei giocatori sarà Timo Suarez. Durante la stagione sono previsti ospiti e artisti che si alterneranno per animare il pre-partita.

Il ringraziamento del club e l’amarezza di Bellini

Il club, nel comunicato, ha ringraziato Bellini «per aver contribuito a raccontare momenti iconici della storia del Napoli». E momenti iconici lo sono stati davvero: dall’esordio nel marzo 2010 in Napoli–Juventus 3-1, fino alle notti di Champions e alla festa scudetto del 2023, quando la sua voce si confondeva con il boato del Maradona.

Bellini ha, invece, affidato a una storie sui canali social un messaggio carico di amarezza, dal quale si evince che la fine della collaborazione è stata voluta esclusivamente dalla società. «Qualsiasi cosa succeda – scrive – sappiate che ho fatto sempre il massimo e ho portato rispetto a tutti. Ho sempre dato tutto me stesso senza risparmiarmi mai. A volte, però, fare il massimo non basta».

Un’icona che lascia il microfono

Per i tifosi azzurri, Bellini non era solo uno speaker: era il rituale, la voce che faceva da ponte tra spalti e campo, quella che gridava “Diego Armando Maradona” quando lo stadio ancora si chiamava San Paolo, quella che lanciava in coro i nomi dei giocatori prima del fischio d’inizio. Il ricordo di quella voce che vibrava all’unisono con il cuore del Maradona resterà impresso per sempre nella memoria dei tifosi.

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giovedì, 28 Agosto 2025 - 18:11
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