Scoppia la bolla dei siti sessisti, chiude Phica.eu: nel mirino anche donne della politica e dello spettacolo

di Lisa Simeone

Dopo lo scandalo del gruppo Facebook “Mia Moglie”, un altro sito finisce nella bufera e poi chiude: si tratta di Phica.eu, forum attivo da anni dove venivano caricate e commentate, spesso con volgarità estreme, immagini di donne prese senza consenso dai social o da eventi pubblici. Stavolta, però, non sono finite alla berlina solo ragazze comuni, ma anche figure di primo piano della politica e dello spettacolo.

La denuncia di Valeria Campagna

A dare il via alla mobilitazione è stata Valeria Campagna, 27 anni, vicesegretaria del Pd Lazio: «Non potevo tacere, l’ho fatto per me e per le altre perché questo schifo riguarda tutte».

È stata lei a scoprire, grazie a un amico, che alcune sue foto erano state rubate e pubblicate sul sito nella sezione dedicata alle politiche. «Io fortunatamente ho gli strumenti per difendermi, una rete di sostegno che mi ha permesso di affrontare la situazione e andare in questura a denunciare l’accaduto. Ma cosa sarebbe successo se lo stesso fosse accaduto a una ragazzina di 14 anni? Non è una questione di coraggio, ma di possibilità».

Per Campagna la chiusura del forum era l’obiettivo principale: «La mia priorità era la rimozione di tutti i contenuti presenti. Ho ricevuto grande solidarietà, a partire dal mio partito: Elly Schlein è stata una delle prime a chiamarmi. Serve un passo in avanti che porti a un cambiamento culturale: ieri era “Mia Moglie”, oggi è “Phica.eu”, domani ci sarà un altro sito, ma noi saremo sempre qui a denunciare».

Politiche, attrici e influencer nel mirino

Nella sezione “vip” di Phica.eu sono comparse immagini di donne note come Giorgia Meloni, Arianna Meloni, Elly Schlein, Alessia Morani, Chiara Ferragni, Paola Cortellesi e Mara Venier.

L’ex sottosegretaria Morani ha spiegato: «I commenti sono francamente inaccettabili e osceni e ledono la mia dignità di donna. Sono molto scossa per l’accaduto ma credo che sia necessario reagire tutte insieme. Questi siti vanno chiusi e banditi. Adesso basta».

Anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha sporto denuncia: «Ho presentato denuncia alla polizia postale appena mi hanno segnalato che ero tra le tante donne finite su un sito pornografico. È il segno che di strada da fare ce n’è tanta: quanto successo non riguarda solo me, ma ognuna di noi».

Dal centrodestra arriva la voce di Angelica Lupacchini (FdI), che ha scelto di reagire a un insulto sessista con un post: «Ogni insulto ricevuto è un segno che siamo ancora indietro. Ma io lo trasformo in energia: apro la mente, accolgo, imparo. La politica non deve ridurre le donne al silenzio».

Tra le vittime di commenti sessisti pure la nota imprenditrice di Napoli Barbara Preziosi, impegnata da tempo in politica e oggi con Azione: «Oggi faccio questo post non come donna in politica, ma come DONNA. Come madre – ha scritto sui social Preziosi -. Sono venuta a conoscenza di una violenza fatta su di me e su altre donne: foto prese e ripubblicate sul sito poi oscurato phica.net, accompagnate da commenti che tolgono dignità. Donne che, anziché essere valutate per il loro lavoro e impegno, vengono ridotte a corpo, sguardo, consumo. Se accade ancora, significa che c’è molto lavoro da fare. Non è “goliardia”. Non è libertà di espressione. È violenza. È l’idea tossica che una donna pubblica sia disponibile allo sguardo e al giudizio sul suo corpo. Io non ci sto. Non mi abituerò mai a questa cultura dell’umiliazione. Chi riduce una donna a un’immagine dice molto di sé e nulla di lei. Il nostro corpo non è un commento, le nostre vite non sono un link».

La difesa dei gestori e la chiusura del sito

Mentre le denunce fioccano, i gestori di Phica.eu hanno annunciato la chiusura della piattaforma, provando però a difendersi. «È successo con Facebook, con i gruppi su Telegram, ed è successo anche qui. Nonostante gli sforzi, non siamo riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici che hanno spinto Phica a diventare, agli occhi di molti, un posto dal quale distanziarsi».

Sul sito è comparso un messaggio con cui i responsabili comunicano la rimozione di tutti i contenuti e invitano a segnalare eventuali violazioni: «Se sono stati violati i tuoi diritti, scrivici, così procederemo a rimuoverlo». Nella stessa nota si rivendica una collaborazione con le forze dell’ordine e si definisce Phica «una comunità con luci e ombre, nata per la condivisione personale in un ambiente sicuro».

«L’assenza di consenso è la cifra della violenza»

Le reazioni politiche si moltiplicano. L’europarlamentare Alessandra Moretti e la deputata Lia Quartapelle hanno confermato di aver presentato denuncia. Roberta Mori, portavoce della Conferenza Donne Democratiche, ha sottolineato: «L’assenza di consenso non è un dettaglio, è la cifra della violenza. Rubare, manipolare, esporre e commentare i corpi delle donne significa negare dignità e libertà alle persone».

E mentre la bolla dei siti sessisti sembra destinata a scoppiare definitivamente, resta il monito delle donne che hanno deciso di non restare in silenzio: «Denunciare e far sentire la nostra voce – ricorda Campagna – è l’unico modo per cambiare davvero».

giovedì, 28 Agosto 2025 - 19:01
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