Teatro San Carlo, il Tar decide sulla nomina di Macciardi. Tre consiglieri a Manfredi: «Rispetti la legge»

Veduta interna del palcoscenico del Teatro San Carlo di Napol (foto Kontrolab)
di Lisa Simeone

Il caso Macciardi continua a tenere banco e agita i rapporti tra il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il Governo. Domani è attesa la decisione del Tar Campania sulla nomina del soprintendente del Teatro San Carlo: i ricorsi presentati dal sindaco, in qualità di presidente della Fondazione, sono due. Entrambi contestano la designazione di Fulvio Adamo Macciardi, avvenuta in due sedute diverse del Consiglio di indirizzo del teatro, la prima sconvocata da Manfredi e la seconda da lui abbandonata. Sul tavolo c’è anche il decreto bis firmato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha confermato Macciardi dopo la votazione del 26 agosto. Una mossa che mirava a vanificare il primo ricorso ma che ha spinto Manfredi a presentare motivi aggiuntivi davanti al Tar, contestando il fatto che il nome del soprintendente non fosse all’ordine del giorno.

Le accuse al sindaco

E proprio oggi, alla vigilia dell’udienza dinanzi al Tar, i tre consiglieri del Consiglio di indirizzo del Teatro di San Carlo, Maria Luisa Faraone Mennella e Gianfranco Nicoletti (nominati dal Mic) e Riccardo Realfonzo (designato dalla Regione) – autori della nomina – sono tornati sulla questione. «Non entriamo nel merito dei contenziosi pendenti, ma è chiaro che, se sarà necessario, attiveremo ogni iniziativa utile al superamento dell’impasse nella quale il sindaco ha fatto cadere il Teatro San Carlo», hanno scritto in una nota. «Prima il presidente Manfredi prenderà atto che ci sono leggi che non può modificare e che deve rispettare, meglio sarà per tutti: il Teatro, i suoi lavoratori e i cittadini», hanno incalzato.

I tre accusano Manfredi di aver impedito per mesi la convocazione del Consiglio di indirizzo: «Sono oltre due mesi che chiediamo di discutere la nomina del sovrintendente: a giugno, a luglio e ad agosto. Il presidente Manfredi lo ha sempre costantemente impedito, giungendo persino ad abbandonare la riunione del 26 agosto quando il Collegio dei revisori ribadiva la nostra facoltà a discuterne». Un comportamento che, affermano, «è un’evidente violazione della legge e dello statuto della Fondazione».

E rincarano la dose: «Ci rallegriamo del fatto che il presidente si sia deciso finalmente a leggere i curricula dei candidati, noi li abbiamo studiati da un pezzo. Fino ad oggi, la saggia disponibilità esibita dal presidente Manfredi nei confronti della pubblica opinione e dell’autorità giudiziaria è risultata palesemente contraddetta dai suoi comportamenti attuati con estrema durezza e con spregio della volontà espressa dalla maggioranza del Consiglio di indirizzo».

Le opposizioni in Consiglio comunale

Dalla politica cittadina si alza la voce di Forza Italia. «Il Comune impugna al Tar le nomine del ministro Giuli chiedendo trasparenza. Di trasparenza moriremo», ha commentato Iris Savastano, consigliere comunale e presidente della commissione Trasparenza. «Siamo in attesa da mesi di chiarimenti da parte del sindaco e del direttore Spedalieri. Apprendiamo dell’integrazione all’esposto del consigliere Maresca e vorremmo conoscere le date della presenza in commissione di sindaco e direttore».

La Savastano definisce «surreale» la situazione: «Un teatro che, anziché ritrovarsi sulle pagine di cultura della stampa, finisce sui quotidiani di tutta Italia per le beghe interne e la pessima gestione. Vogliamo che il massimo di Napoli possa essere restituito alla città per la sua arte e la sua musica, non per situazioni poco chiare».

De Luca rompe gli argini

Sul caso, nei giorni scordi, è intervenuto anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Con il suo rappresentante schierato a fianco dei due consiglieri nominati dal Governo, De Luca parla senza giri di parole: «Stiamo assistendo a una vergogna».

martedì, 2 Settembre 2025 - 18:16
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